Leonardo, apostolo della gioventù operaia e del movimento sociale cattolico, nasce a Torino il 26 ottobre 1828 da una famiglia di ricchi banchieri di origine aristocratica.
Studia presso i padri Scolopi di Savona e poi presso la Regia Università di Torino, dove si laurea in teologia.
Ordinato sacerdote accoglie dapprima l’invito di don Bosco e poi dirige il Collegio degli Artigianelli divenendo pioniere dell’educazione specializzata dei giovani lavoratori.
I giovani dagli otto ai ventiquattro anni vengono formati professionalmente con criteri moderni di orientamento e di addestramento al lavoro.
Per sostenere i giovani all’inizio della loro esperienza lavorativa, costituisce la Casa-famiglia dove i più poveri possono perfezionare la propria formazione religiosa e culturale.
Antesignano del movimento operaio, nel 1871 fonda le “Unioni operaie cattoliche” con un complesso di organismi assistenziali, culturali, religiosi e sociali che precorrono i tempi, anche se il coraggio del pioniere gli valse l’accusa - a quel tempo grave per un sacerdote - di essere un socialista.
Fra le altre legittime rivendicazioni aveva proposto di ridurre la giornata lavorativa a otto ore. Erano gli anni nei quali Luzzatti si batteva in Parlamento per una legge che evitasse il lavoro notturno ai ragazzi al di sotto dei dodici anni, e per un orario che non superasse le dodici ore.
Leonardo intuisce la duplice necessità dello studio e del lavoro, ritenuti entrambi indispensabili per l’educazione integrale dei giovani; per realizzare il suo progetto fonda, nel 1873, la Congregazione dei Padri di San Giuseppe, detti Giuseppini.
Inizia così le sue molteplici iniziative: catechismo serale per gli operai, biblioteche circolanti, uffici di collocamento, servizi sanitari, case di mutuo soccorso per disoccupati e infortunati, scuole serali e festive, e ancora il Giardino festivo, una sorta di dopolavoro domenicale.
Leonardo Murialdo, uomo di fede e di preghiera, muore a Torino il 30 marzo 1900 e viene canonizzato da Paolo VI nel 1970.In ogni generazione c’è qualcuno che suona a morto per la Chiesa, ma poi il funerale è quello del campanaro (Anonimo)