21 Marzo - Nicola di Flue

Nicola è il patrono della Svizzera. E’ singolare come la Svizzera, che vanta una pace ininterrotta da seicento anni, abbia come patrono proprio un ex soldato. Ma forse non tutti sanno che questa nazione assicura la sua pace e la sua neutralità pur avendo uno degli eserciti meglio preparati d’Europa.

Nicola di Flüe, figlio di un membro del governo cantonale, nasce nel 1417 nel cantone di Obwalden non lontano dal lago di Lucerna.

Cristiano fervente, si sposa e ha dieci figli. Ricopre le cariche di podestà della città di Sachseln e di deputato del suo cantone alla Dieta federale. Ma non era ancora il tempo della “pace svizzera”; anzi è proprio Nicola a promuoverla.

Nel 1443 si trova alla testa delle truppe, coinvolto in una serie continua di guerre che lo tengono impegnato per ventisette anni.

Spesso vittorioso, si distingue sempre per il suo spirito umanitario e cristiano: clemente con i vinti, si adopera perché chiese e conventi siano risparmiati dal saccheggio e non permette mai che si faccia del male a donne, vecchi e bambini.

Un giorno, però, profondamente turbato dalla violenza, sente di essere chiamato a qualcosa di diverso. Chiede il consenso della moglie e si ritira a vita eremitica. Ha cinquantasette anni.

Lascia l’eremo solo in tre occasioni, quando cioé la sua patria è in pericolo. Grazie anche ai suoi interventi, il Paese ha goduto per secoli di quella pace che valse a Nicola di Flüe l’appellativo di “padre della patria”.

Le pendici del monte dove si trova il suo eremo sono sempre gremite di gente che accorre da lui per chiedere consiglio, guarigioni e miracoli.

Anche gli uomini politici s’inerpicavano sin lassù, all’eremo del Ranft, per chiedere a Nicola aiuto e consiglio quando c’era da prendere qualche decisione difficile. 

“Fratello Klaus”, così veniva chiamato Nicola, muore nel 1487. E’ storicamente accertato che per quasi 20 anni si è cibato solo dell’ostia della santa comunione.
Un uomo che non sapeva né leggere né scrivere, nelle mani di Dio è divenuto la più alta coscienza morale e spirituale della Svizzera.

Pensiero del giorno

Il misero della Croce di Cristo…serve a restituire senso e dignità all’esperienza del dolore. Il sofferente soffre con Cristo, è assimilato alla sua passione.