“Cerca di ritenere bene a memoria il simbolo della fede (il Credo). Esso è stato fatto non secondo capricci umani, ma è il risultato di una scelta dei punti più importanti di tutta la Scrittura. Come un granellino di senapa, pur nella sua piccolezza, contiene in germe tutti i ramoscelli, così il simbolo della fede contiene, nelle sue brevi formule, tutta la somma di dottrina che si trova nell'Antico e nel Nuovo Testamento”.
E’ questa una delle raccomandazioni ai fedeli di Cirillo di Gerusalemme, il santo della catechesi, cioè dell’istruzione e dell’educazione dei fedeli.
La fortuna di Cirillo nella storia è dovuta a uno stenografo di Gerusalemme che, colpito dalla sua predicazione, decise di annotare le sue istruzioni per la preparazione dei catecumeni al sacramento del battesimo. Sono così giunte fino a noi le famose “Catechesi”, ventiquattro sermoni composti all’inizio del suo episcopato, testi semplici e accessibili a tutti, fedeli all’ortodossia e pervasi di afflato spirituale.
Nasce a Gerusalemme nel 315, all’inizio dell’età costantiniana, da una famiglia cristiana benestante.
Per le sue virtù e per la preparazione il vescovo Massimo lo ordina sacerdote verso il 345 e lo associa al governo della chiesa, affidandogli in modo speciale la predicazione.
Alla morte di Massimo, viene eletto vescovo di Gerusalemme, ma l’ostilità degli ariani non gli dà tregua. Più volte è mandato in esilio.
I Padri del concilio di Costantinopoli del 381, nella lettera al Papa Damaso, danno di lui questa bella testimonianza: “Vi facciamo sapere che il vescovo della chiesa di Gerusalemme, madre di tutte le chiese, è il reverendo e amato da Dio, Cirillo, il quale è stato per l'addietro ordinato canonicamente dai vescovi della sua provincia e ha sostenuto in numerosi luoghi lotte contro gli ariani”.
Muore nel 386, dopo 35 anni di episcopato dei quali 16 in esilio.
Nel 1882 Papa Leone XIII l’ha onorato col titolo di Dottore della chiesa.Nessuno va in paradiso con gli occhi asciutti (Thomas Adams)