7 Gennaio - Raimondo di Penafort

"Con lo splendore della dottrina illuminò chi giaceva nelle tenebre, con l'ardore della sua carità riscattò gli schiavi dalla miseria e dalle catene... e liberò i poveri dai prepotenti".
Quando Raimondo nasce a Barcellona intorno al 1175, la vita gli prometteva onori e ricchezze. Studia nella scuola della cattedrale della sua città e vi rimane come professore di filosofia e di retorica, fino al 1210, quando si sposta a Bologna per perfezionarsi in diritto sotto la guida di maestri famosi.

A Bologna conosce i primi compagni di san Domenico, che il fondatore aveva mandato in quella città per studiare.  Il carisma domenicano e il loro amore per la sapienza fecero scoprire a Raimondo una nuova dimensione dello studio, quella che nasce dalla vita di comunione tra fratelli. Così diviene domenicano.

E’ scelto come consigliere dal cardinale Giovanni d'Abbeville e da papa Gregorio IX, di cui diviene anche confessore. Per ordine del pontefice pubblica fondamentali collezioni legislative (Decretali). A lui risalgono le Costituzioni dell’Ordine dei Mercedari, istituiti da san Pietro Nolasco per la liberazione degli schiavi.

Viene incaricato di raccogliere gli aiuti per la crociata di Giacomo I d'Aragona contro i Mori delle isole Baleari. L'esperienza della crociata - sebbene non sia mai stato in un campo di battaglia - lo convince che il metodo militare usato fino a quel momento nei riguardi degli ebrei e dei musulmani non è quello giusto. Istituisce, allora, una scuola di ebraico a Murcia e una di lingue orientali a Tunisi per favorire il dialogo.

Nel 1238 il Capitolo dei domenicani lo elegge Superiore Generale. Una scelta mirata, perché tutti desideravano che organizzasse, in sintonia con le leggi canoniche, le norme dell'Ordine. In due anni di lavoro adempie a questo compito, poi dà le dimissioni e si ritira di nuovo a Barcellona, sottomettendosi in tutto alla vita comune e dando esempio di grande umiltà.

Si racconta che Raimondo, confessore del re Giacomo d’Aragona, ne avesse rimproverato la condotta e per questo, mentre si trovava nell’isola di Maiorca, gli fu proibito di salpare per il continente. Egli allora stese il suo mantello sul mare, tracciò un segno di croce, e poi vi si pose utilizzandolo a mo’ d’imbarcazione fino ad arrivare a Barcellona.

Muore centenario a Barcellona il 6 gennaio 1275. Tutti lo ritenevano santo cosicché, quattro anni dopo, il Concilio di Tarragona chiede all'unanimità la sua canonizzazione, che avvenne solo nel 1601 a causa delle contingenze politiche. I fedeli usarono prendere dalla sua tomba un pugno di polvere, la quale aveva virtù taumaturgiche.

Patrono degli avvocati e delle facoltà giuridiche, è protettore dei naufraghi e si invoca per guarire il singhiozzo.

Pensiero del giorno

Nulla è difficile per chi ama (S. Bernardo)