Eufrasia, che in greco significa persona che “allieta l’animo”, è un nome tutt’altro che frequente e richiama alla memoria una santa la cui vita sembra un romanzo.
Nasce a Costantinopoli intorno al 382 da un ramo cadetto della famiglia imperiale. La madre, rimasta vedova del Governatore della Licia quando Eufrasia aveva pochi anni, la fidanza al figlio di una nobile famiglia, anch’egli bambino.
La madre vedova, corteggiata da un importuno pretendente, è costretta a fuggire in Egitto con la figlia. Giunge nella Tebaide, dove fioriva la santità di solitari e penitenti. Qui trova rifugio in un monastero femminile, in cui poco più tardi muore.
Eufrasia, rimasta orfana anche della madre, viene educata dalle monache e sceglie di trascorrere con loro il resto della sua vita.
Dona ai poveri i beni che aveva ereditato e si ritira completamente “dal mondo”. Si libera dalla tentazione di tornarvi svolgendo i piú duri lavori domestici per la comunitá, e infliggendo a se stessa penitenze quali astenersi dal cibo per una settimana.
Intanto il fidanzato, stanco di aspettarla, si pone sulle sue tracce, finché la trova e la richiama a corte. Eufrasia rifiuta e chiede di restare nel convento nel quale diventa in seguito madre badessa. Egli si rivolge quindi all’imperatore Teodosio II, invocando il suo intervento in quella delicata circostanza.
Pulcheria, all’epoca reggente per il fratello Teodosio, scrive ad Eufrasia, invitandola ad onorare la promessa fatta per lei dalla madre.
Eufrasia, ormai consacrata al Signore, risponde con una lettera di edificante bellezza, che l’imperatrice fa leggere in pieno Senato. La commozione prende tutti a tal segno che si sollecita Pulcheria a decretare che fosse rispettata la volontà della donna.
Il fidanzato rinunzia pubblicamente ai propri diritti, e si ritira anch’egli a vita monastica, diventando, alla morte di lei, il suo primo e piú fervente devoto.
La vita di Eufrasia ha avuto grande successo in Oriente, perché rappresentativa di una vicenda umana particolarmente significativa, e la santa ha goduto di un vivissimo onore, tanto che la sua fama si è sparsa anche in occidente.
A Eufrasia ci si rivolge per invocare sogni piacevoli e sereni.Dio perdona tante cose, per nun’opera di misericordia! (Alessandro Manzoni)