Quarto figlio di uno spaccapietre e di una donna illetterata figlia di braccianti, Luigi Orione nasce il 23 giugno 1872 a Pontecurone in provincia di Alessandria.
A 14 anni va a Torino da don Bosco e in un triennio termina il ginnasio. Poi passa al seminario diocesano di Tortona, e quando viene ordinato sacerdote ha già fondato un oratorio e il primo collegio per ragazzi poveri.
E’ l’inizio della “Piccola Opera della Divina Provvidenza”, formata da preti, chierici e coadiutori. Don Orione fonda scuole e collegi con lo scopo di evangelizzare gli afflitti da ogni male e dolore, e per affrancare con l’istruzione i ragazzi poveri, secondo l’insegnamento di don Bosco.
Viene coinvolto attivamente nell’opera di soccorso per i terremoti di Messina del 1908 e della Marsica del 1915. Oltre ad offrire aiuto materiale raccoglie molti orfani nelle sue case e diventa punto di riferimento delle opere di soccorso cattoliche e civili.
Prende sulle sue spalle i bambini abbandonati o feriti, trova loro una casa e ve li conduce, facendosi talvolta prestare l’automobile da re Vittorio Emanuele III, sotto gli occhi del giovane Ignazio Silone: esordio di un’amicizia che lo scrittore ricorderà in “Uscita di sicurezza”. A Silone don Orione confessava di sentirsi chiamato a vivere come “un autentico asino di Dio”.
Durante la prima guerra mondiale fonda le “Piccole Suore Missionarie della Carità”, e poi crea, secondo le necessità, delle scuole e il Piccolo Cottolengo, centro di assistenza e recupero di persone handicappate fisiche e psichiche.
Tante opere e tante fatiche per un uomo che si autodefiniva “lo straccio di Dio”: “Ho salito tante scale, ho battutto a tante porte! E Iddio mi portava avanti come il suo straccio”.
Crescono gli istituti in Italia e in America latina, negli Stati Uniti e in Europa. Sempre nel segno della gioia.
Vittima di un attacco cardiaco, per motivi di salute è costretto dai medici a trasferirsi a San Remo dove muore il 12 marzo 1940. E’ sepolto nel santuario tortonese della Madonna della Guardia: un’altra opera del “ facchino di Dio”, come egli amava definirsi.
Il 26 ottobre 1988 Giovanni Paolo II, durante il Sinodo dei vescovi, lo proclama Beato.
Il medico è l’unica persona al mondo che quando domanda a qualcuno “Come stai?” lo vuole sapere veramente (anonimo)