Costantino, dal significato evidente di colui “che ha fermezza”, “tenace”, è anche un nome fortunato: lo dimostra il lungo elenco di santi così denominati a cominciare dall’imperatore, famoso per aver riconosciuto la libertà di culto ai cristiani, dopo aver vinto le truppe di Massenzio, presso il Tevere, nella zona di Saxa Rubra.
Oggi però la chiesa latina celebra un altro Costantino, anch’egli re, che coronò una travagliata esistenza con il martirio, grazie al quale il suo nome si è imposto alla devozione dei cristiani, soprattutto in Gran Bretagna e in Irlanda.
Da giovane conduce vita scellerata, sia in pubblico che in privato, macchiandosi di varie colpe tra cui quelle di pluri-assassinio e di sacrilegio. Inoltre, per essere più libero nelle sue imprese galanti, giunge al divorzio dalla moglie. Ma, toccato dalla grazia, si converte mutando radicalmente vita. Abbandona il trono e il potere, e per fare penitenza delle colpe commesse sceglie di ritirarsi nel monastero irlandese di Rathan, in Offaly.
E’ l’epoca della grande fioritura del monachesimo irlandese, iniziata negli anni della predicazione di san Patrizio e protrattasi nei secoli successivi, grazie a una nutrita schiera di santi.
Sotto la guida di san Colomba, o Columba, il grande monaco irlandese che per primo portò e fece fiorire il cristianesimo in terra di Scozia, Costantino.
Viene consacrato sacerdote dopo sette anni di vita austera, spesa nell’esercizio dell’ascesi cristiana e nello studio della Scrittura, e fa ritorno nella sua terra. Questa volta non porta le insegne della regalità, ma solo le umili vesti del monaco, per predicarvi il vangelo. La Scozia (che allora aveva ancora il nome latino di Calcedonia) era popolata da tribù barbare - gli Scotti, e più a settentrione, i Pitti - che si convertono al cristianesimo.
Costantino vi si reca per edificare il Regno di Dio proprio nella terra che era stata teatro delle sue nefandezze, cancellate ormai dal perdono di Dio e dalla estrema testimonianza del suo amore per Cristo. Qui, nel 598, l’ex re di Cornovaglia coglie la palma del martirio, trucidato da alcuni fanatici Pitti, a causa della sua fede nel vangelo, che predicava sulle pubbliche piazze.
Nel nostro cuore portiamo bende sufficienti per curare tutti i mali del mondo (Eric Fromm)