Lucio - nome che deriva dal latino “lux” e significa luce - viene eletto Vescovo di Roma nell’anno 253, successore di Papa Cornelio, morto in esilio.
Poco si sa di lui prima dell’elezione al pontificato: alcune fonti lo dicono romano di origine, figlio di un certo Porfirio; altre, più attendibili, lo ritengono toscano, nato a Lucca, figlio di Licinio.
Appena consacrato Vescovo di Roma anche Lucio viene colpito da una condanna all’esilio da parte dell’imperatore Trebonio Gallo, e segue il predecessore a Civitavecchia.
L’esilio di Lucio, tuttavia, è di breve durata.
Gallo muore ed il nuovo imperatore, Valeriano, all’inizio del suo regno si dimostra tollerante nei confronti dei cristiani.
Il trionfale ritorno di Papa Lucio a Roma è un grande avvenimento per la comunità cristiana ed ha vastissima eco anche nelle comunità d’Oriente e d’Africa.
Cipriano, vescovo di Cartagine, che già aveva scritto al Papa complimentandosi per la sua elezione, gli scrive nuovamente: “Benedetto sia il Signore che vi ha ricondotto dall’esilio. Il pastore è restituito al suo gregge, il pilota al timone, il capo al suo popolo”.
E conclude: “Forse il Signore vi ha richiamato a Roma proprio per dare al vostro futuro martirio un teatro più grandioso”.
Le previsioni di Cipriano non si avverano. Lucio muore sul suo letto pochi mesi dopo, nel 254, in un periodo di relativa calma per la comunità cristiana.
E’ sepolto nella cripta dei Papi delle Catacombe di San Callisto; l’iscrizione della sua tomba è stata ritrovata nel secolo scorso, sfortunatamente mutila.
Fu molto venerato nel Medioevo, sebbene il suo nome sia stato inserito nel martirologio solo nel 1602.
E’ invocato perché i raccolti non siano compromessi dalle intemperie.La Chiesa è n gran paio d’ali che solleva l’umanità al di sopra delle sue miserie (Henri Taine)