Il nome Marino, letteralmente “uomo del mare”, conta nel calendario ben quattordici santi che l’hanno reso illustre in varie forme: alcuni con il martirio, altri con una vita religiosa esemplare. Tra i più noti quello che dà il nome alla Repubblica di San Marino, di cui è protettore, e viene festeggiato il 3 settembre.
Marino, commemorato oggi, è il più popolare, grazie all’efficace racconto del suo martirio tramandatoci dallo storico Eusebio di Cesarea.
L’imperatore Gallieno nel 260 emana un editto di tolleranza verso quanti professano la religione cristiana. Tuttavia nel periodo di pace che segue si hanno dei martiri, poiché non tutti i governatori, ai confini dell’impero, si adeguano al nuovo corso politico.
Due anni dopo è un nobile ufficiale dell’esercito, dislocato a Cesarea in Palestina, a far le spese di questa ingiustificata intolleranza. Infatti, resosi vacante il posto di centurione, viene nominato il più meritevole degli ufficiali, Marino. Ma non era il solo ad ambire a tale promozione; un altro ufficiale per poter avere la carica lo accusa di essere cristiano, appellandosi alla legge ancora vigente che vietava ogni carriera a chi avesse rifiutato di bruciare l’incenso dinanzi alla statua dell’imperatore.
Il magistrato, di nome Acheo, convoca Marino, che senza esitazione conferma di essere un battezzato. Il giudice gli concede tre ore di tempo per ripensarci. Va allora dal suo vescovo Teotecno e gli espone il caso.
Il vescovo gli pone davanti il libro dei Vangeli e, indicandogli la spada che teneva al fianco, gli dice: “Quale scegli?”. Marino pone la mano sui Vangeli.
Il vescovo allora lo incoraggia ad essere con Dio e a seguire fino in fondo ciò che ha scelto. E la scelta gli vale il martirio.
Il senatore romano Asterio, presente alla professione che Marino fa davanti al giudice, commosso da tanta fermezza, raccoglie il corpo del martire e gli dà degna sepoltura. Poi, si fa battezzare e ha la stessa sorte di Marino. Anch’egli, infatti, è commemorato oggi come martire.
E’ invocato contro i mali della gola.
La Bibbia contiene per ciascuno di noi un messaggio cifrato. Il codice per decifrarlo ce lo dà la fede (Julien Green)