2 Marzo - Simplicio

Simplicio nasce a Tivoli, figlio di un certo Castino.
Eletto papa il 3 marzo 468, è il quarantasettesimo Pontefice della Chiesa. 

Governa la Chiesa in un periodo molto difficile sia per l’Impero d’Occidente, sia per la Chiesa d’Oriente.

Durante il suo pontificato avviene, nel 476, la deposizione di Romolo Augustolo col quale si chiude ufficialmente la serie degli imperatori romani d’Occidente.

Il periodo di grande instabilità socio-politica segnata dal tramonto del prestigio di Roma non impedisce a Simplicio di dedicarsi a un’importante opera di edificazione di luoghi di culto.

A Roma fa costruire sul monte Celio la chiesa di Santo Stefano Rotondo. Sul monte Esquilino trasforma un ninfeo in una basilica dedicata a santa Bibiana e nei pressi di Santa Maria Maggiore un edificio privato diventa la chiesa di Sant’Andrea.

Simplicio interviene energicamente a sostegno del primato della sede romana, in questioni di disciplina ecclesiastica in Occidente.

Si impegna lungo tutto il corso del suo pontificato anche nei confronti delle chiese orientali, nel tentativo di difendere la dottrina ortodossa sancita nel concilio di Calcedonia, gravemente compromessa dal monofisismo, l’eresia che non riconosceva in Gesù le due distinte nature di uomo e di Dio.

A più riprese Simplicio incoraggia il clero ed i vescovi orientali a resistere agli attacchi dei vescovi monofisiti, intervenendo presso gli imperatori d’Oriente che si succedono durante il suo governo.

Malgrado i suoi sforzi non riesce ad esercitare una reale
influenza sulla politica religiosa delle Chiese orientali, né tantomeno su quella imperiale, tesa verso un compromesso con le Chiese monofisite, che si concretizzò in un editto d’unione, detto l’Henotikon.

Simplicio non conobbe tuttavia tale editto; morì il 10 marzo 483, e fu sepolto a San Pietro.

Pensiero del giorno

Nessuna lacrima, né di chi soffre, né di chi gli sta vicino, va perduta davanti a Dio (Benedetto XVI)