27 Febbraio - Gabriele dell'Addolorata

Francesco Possenti, così si chiamava il nostro santo, nasce ad Assisi il 1° marzo 1838, undicesimo dei tredici figli di Sante e Agnese Frisciotti, una famiglia agiata della cittadina umbra.

Il carattere del giovane viene segnato dai lutti che si succedono nella sua famiglia: dalla morte della madre a quella di due fratelli, uno dei quali suicida, a quella, infine, nel 1855, della sorella maggiore, Maria Luisa. 

Di salute malferma, nel 1856 Francesco, colpito dalla vita di san Paolo della Croce, conosciuta in occasione della sua beatificazione, sceglie di farsi passionista.

Prima di allora aveva studiato a Spoleto, dove la famiglia si era trasferita – il padre era un funzionario dello Stato pontificio - come alunno dei Fratelli delle scuole cristiane e poi dei Gesuiti.

Devotissimo della Madre di Dio, la Madre di dolori, quando emette i voti religiosi assume il nome di Gabriele dell’Addolorata. Una scelta che equivale a un programma di vita: “Il mio paradiso –  diceva – sono i dolori della mia cara Madre”.

La sua vita, trascorsa nei conventi dei Passionisti, a Morrovalle, Pievetorina e finalmente a Isola del Gran Sasso, non ha nulla di clamoroso. Eccezionale fu il suo lavoro interiore, tutto protesto alla conquista della santitá all’insegna di una viva devozione alla Madre dei dolori.

Nel dicembre del 1861 la tosse secca ed insistente, che dapprima sembrava una normale bronchite invernale, sfocia in una prima emottisi grave. 

La sua partecipazione al dolore di Maria fu concreta.
A soli 24 anni muore a Isola del Gran Sasso alla vigilia dell’ordinazione sacerdotale.
.
Era il 27 febbraio 1862. La sua santitá viene ufficialmente riconosciuta nel 1920 dal papa Benedetto XV.

E’ patrono dell’Abruzzo e della gioventù italiana di Azione Cattolica.

Pensiero del giorno

Le abitudini e la tranquillità frenano spesso il rinnovamento e i salti di qualità della vita  (Francesco Alberoni)