23 Febbraio - Policarpo di Smirne

Policarpo, vescovo di Smirne, l’attuale Izmir in Turchia, era discepolo dell’apostolo Giovanni e degli altri Apostoli “che avevano visto il Signore”.
Accolse sant’Ignazio di Antiochia, diretto a Roma per subire il martirio.

Nato intorno all’anno 75 è consacrato vescovo di Smirne dallo stesso Giovanni intorno all’anno 100, e dagli apostoli eletto vescovo per l’Asia.

E’ soprattutto un uomo di governo. Non possiede le qualitá di scrittore e pensatore di Ignazio, né al pari di questi brama il martirio.
Al contrario, quando a Smirne si accende una violenta persecuzione, l’anziano vescovo Policarpo, non fidandosi delle proprie forze, si nasconde in un granaio.

Viene scoperto e ricondotto in cittá davanti al proconsole, il quale fa di tutto per convincerlo a rinnegare la fede cristiana, sacrificando agli déi. 

Si mostra irremovibile e – come attestano gli Atti del martirio - al proconsole che lo esorta a rinnegare Cristo, risponde: “Da ottantasei anni lo servo, e non mi ha mai fatto nulla di male; come potrei bestemmiare il mio Re che mi ha redento?”.

Neppure le suppliche del popolo, che lo venera e lo stima, riescono a fargli cambiare idea. "Ti posso bruciare vivo" gli dice il proconsole Strazio Quadrato.

E Policarpo: “Non sono quelle le fiamme che temo, ma il fuoco dell'inferno". E tra le fiamme finisce, accomodandosi da solo sulla catasta di legna predisposta al rogo.

E’ l’anno 156. Le ceneri e alcune ossa rimaste vennero raccolte e conservate come oro e pietre preziose.

E’ invocato per mitigare i dolori alle orecchie e i dolori causati dai reumatismi.
A lui si rivolgono preghiere contro i parassiti delle viti e per ottenere un buon
raccolto.

Pensiero del giorno

Fà che non turbi l’anima tua il triste spettacolo dell’ingiustizia umana: anche questa nell’economia delle cose ha il suo valore. E’ su di essa che vedrai sorgere un giorno l’immancabile trionfo della giustizia di Dio! (Padre Pio da Pietrelcina)