22 Febbraio - Margherita da Cortona

Margherita nasce nel 1247 a Laviano di Castiglione del Lago, a pochi chilometri dal lago Trasimeno, da genitori coloni.
Il suo nome, frequentissimo in tutti i tempi tra le donne, è bello nell’uso, e nel significato. E’ infatti anche il nome di un fiore, modesto e gentile che in origine - in greco come in latino - significava “perla”.

Giovane, bella e orfana, a diciotto anni va a convivere con un giovane nobile di Montepulciano di nome Arsenio.   

Margherita partecipa alla vita della nobiltà senza farne parte. Incurante dello scandalo, mette al mondo un figlio e convive per nove anni, fino all’assassinio dell’amante, avvenuto durante una delle tante risse tra guelfi e ghibellini o per una resa di conti con un rivale.

Margherita abbandona il castello di Montepulciano e insieme con il figlio va a bussare alla casa paterna, ma viene respinta.

In totale miseria si reca a Cortona; qui è accolta da due nobili donne le quali, oltre ad offrirle ospitalità e un lavoro – che consisteva nel prestare assistenza alle nobili cortonesi nel periodo del parto – la mettono in contatto con i frati francescani.

Margherita inizia una vita di mortificazione e preghiera, di umiltà, di sacrificio e dedizione al prossimo.

A Cortona fonda l‘Ordine delle Poverelle e l‘ospedale di S. Maria della Misericordia (tuttora esistente) per ospitare i tanti poveri e malati che si rivolgevano a lei, e gli altrettanto numerosi feriti che le frequenti guerre tra Arezzo e Cortona provocavano.

Muore il 22 febbraio 1297 a Cortona. Il popolo vuole che il suo corpo venga imbalsamato, rivestito di porpora, e tumulato nella chiesa di San Basilio. Oggi è conservato nel santuario a lei dedicato.

Margherita da Cortona andrebbe a trovare in purgatorio - luogo in cui le anime terminano di espiare le loro colpe prima di essere ammesse al paradiso - quelli che l’hanno invocata prima di morire.

E’ invocata contro gli ossiuri, cioè i vermi parassiti dei bambini, e contro le varie forme di devianza giovanile.

Pensiero del giorno

I due mondi da sempre separati, il divino e l’umano, sono entrati in collisione in Cristo. Una collisione non per un’esplosione ma per un abbraccio (Soren Kierkegaard)