20 Febbraio - Eleuterio di Orleans

Eleuterio, nome che in greco significa “libero” - inconsueto ai nostri giorni -, era assai comune nei primi secoli del cristianesimo. Appartiene a ben 14 santi, tra cui un papa che governò la chiesa dal 175 al 189.
Eleuterio, che si festeggia in questa data, è popolare nel nord Europa. E’ nato nel 456, all’epoca in cui la Gallia, già meta di varie migrazioni barbariche, come quella dei Burgundi e dei Visigoti, diviene terra di conquista dei Franchi di re Clodoveo.

Alla conversione di questi contribuiscono la moglie cristiana, Clotilde, e il vescovo di Tournai nel 484, Eleuterio appunto, quando Clodoveo fa di questa città la capitale del suo regno.

A quei tempi, convertito il re, tutti i sudditi abbracciavano la stessa religione. Poi i religiosi lavoravano intensamente per evangelizzare in profondità.

L’attrito tra cattolici e ariani richiedeva un complesso lavoro di ricomposizione. Il sinodo di Orléans, celebrato nel 511, al quale Eleuterio partecipa, sanziona definitivamente l’influenza dei re franchi sulla chiesa, e suscita la rivolta dei Visigoti ariani, che sfogano la loro ostilità sull’umile vescovo di Tournai.

Viene assalito nella sua dimora e percosso duramente, al punto che di lì a poco cessa di vivere; è il 531. A lui è riservata la corona dei martiri.

Molti aneddoti sulla sua vita e sui contatti col re Clodoveo ci sono riferiti dalla biografia attribuita a san Medardo, coetaneo e compagno di giochi, nella fanciullezza, del nostro santo.

Lo stesso Medardo gli aveva predetto che un giorno sarebbe divenuto vescovo. Era, dati i tempi, più una maledizione che un augurio.

Di Eleuterio, umile e infaticabile vescovo, che ha avuto come campo di lavoro la nuova frontiera del cristianesimo, rappresentata dai popoli barbari, resta l’urna funeraria conservata nella cattedrale di Tournai in Belgio, méta di continui pellegrinaggi.

Pensiero del giorno

"Quando i saggi hanno raggiunto il limite estremo della loro saggezza, conviene ascoltare i bambini". (George Bernanos)