Corrado nasce nel 1290 da una nobile famiglia di Piacenza, identificata nel 1602 in quella dei Confalonieri.
Coniugato, soldato di ventura, prende la decisione di ritirarsi dal mondo in conseguenza di un incidente: nel 1313 si trova a caccia quando un incendio, inizialmente appiccato per far uscire allo scoperto alcuni conigli, sfugge al suo controllo distruggendo molte messi e alcuni edifici alla periferia della città.
I contadini danneggiati si rivolgono immediatamente al governatore, Galeazzo Visconti, il quale, trovato un individuo fortemente indiziato, lo processa e lo fa giustiziare nella pubblica piazza.
Corrado, che per paura si era nascosto, a questo punto è preso da atroce rimorso per aver cagionato la morte di un innocente e si costituisce. Gli concedono clemenza, ma deve rifondere tutti e si riduce in miseria.
Costretto a mendicare cibo e riparo, si dà alla vita di penitente errante.
Dopo un viaggio che lo porta a Roma, verso il 1331 giunge a Noto, in Sicilia, dove si ferma per un paio di anni vivendo di preghiera e di elemosina. La voce sul santo penitente non tarda a diffondersi e la gente comincia ad accorrere per chiedere consiglio e intercessione.
Temendo di inorgoglirsi per l’improvvisa notorietà, decide di rifugiarsi in una grotta in un luogo isolato chiamato Pizzoni, a qualche chilometro dalla cittadina.
Qui vive da eremita fino alla morte, avvenuta il 19 febbraio 1351. E’ a questo periodo che risale la fama di santo penitente e guaritore: avrebbe sanato pubblicamente un ragazzino malato di ernia.
Oggi il suo culto è fiorente soprattutto a Noto, la città di cui è patrono, dove il suo corpo è custodito nella chiesa di San Nicola.
E’ patrono dei cacciatori, e viene invocato per guarire l’ernia.
"Bellezza, ogni incanto della vita passa... Resta solo eterno l'amore, causa di ogni opera buona, che sopravvive a noi, che è speranza e religione, perché l'amore è Dio". (San Giuseppe Moscati)