17 Febbraio - Sette Fondatori dei Servi di Maria

Bonfiglio Monaldi, Bonagiunta Manetti, Manetto dell’Antella, Sostegno, Amadio degli Amidei, Uguccione e Alessio Falconieri, sono i nomi dei fondatori dell’Ordine totalmente dedicato alla devozione della Madonna. Sono tutti fiorentini, provenienti dal commercio e dalla piccola industria, mercanti e artigiani, appartenenti a nobili famiglie cittadine.

Vivono nella Firenze del XIII secolo, crocevia di idee e di lotte tra Guelfi e ghibellini, che si contendono la supremazia politica ed economica. I sette fondatori facevano parte di una compagnia di Laudesi, cioè di devoti alla Madonna, di cui cantavano ogni giorno le “laudi” dinanzi ad un’immagine dipinta o scolpita nelle vie cittadine.

I sette giovani nobili gettano le armi fratricide e, pur rimanendo ognuno nella propria casa e curando gli affari e la famiglia, s’impegnano nella liturgia, nelle opere di assistenza ai poveri e agli ammalati. 

Il vescovo della città, Ardingo, li incoraggia a seguire l'ispirazione che sentono dentro di sé e, dopo aver provveduto alle necessità dei figli, d'accordo con le rispettive mogli, si ritirano in una casa presso Firenze.
I sette si legano tra loro con l'impegno della piena comunione fraterna e della povertà, vestono l’abito dei penitenti e istituiscono la Compagnia di Maria Addolorata.
Adottano la regola di sant’Agostino, e la gente li chiama “Servi di Maria”.
La loro spiritualità, detta “dei Serviti”, ha assunto tre caratteristiche: la fraternità, la devozione a Maria e la povertà, vissuta come mezzo per riscoprire il Vangelo e tornare alle origini della comunità cristiana, quando era un cuor solo e un'anima sola.

A Firenze la devozione a Maria promossa dai sette giovani fu così grande che lo stesso calendario civile aveva inizio il 25 marzo, ab Incarnatione Christi, e nella chiesa dei Servi di Maria, all’Annunziata, si accumulavano voti delle grazie ricevute.

Sebbene la loro venerazione fosse ben presto viva tra il popolo, la canonizzazione ha avuto luogo solo nel 1888 ad opera di Leone XIII.

Pensiero del giorno

“Non è il morire che fa il martire, ma la causa per cui si muore” (S. Agostino)