16 Febbraio - Giuliana di Nicomedia

Giuliana è nome che deriva dal latino e significa “appartenente alla gens Julia”, la stirpe a cui apparteneva Giulio Cesare.

Figlia di Africano, un pagano fanatico, Giuliana nasce verso il 285 a Nicomedia, l’odierna Izmir in Turchia. E’ l’unica della sua famiglia a professare il cristianesimo.

A nove anni è data in sposa ad Evilasio, prefetto pagano della città. Dopo le nozze, tuttavia, rifiuta fermamente l’amplesso con lo sposo idolatra.

Lo accetta a condizione che si converta, ma Evilasio temendo l’ira dell’imperatore si vale dell’autorità di prefetto e comanda che venga torturata, per indurla ad apostatare.

Giuliana diviene martire per la propria fede, decapitata verso il 305, al tempo dell’Imperatore Massimiano. Tra le torture inflitte vi è anche quella di essere stata tenuta a lungo appesa per i capelli.

Si narra che il demonio sia apparso a Giuliana in carcere, sotto forma di angelo, esortandola a sacrificare agli dèi per porre fine ai lunghi tormenti.

Con l’aiuto della preghiera, riconosce però il demonio, e allora gli lega le mani di dietro e, gettatolo a terra, lo batte violentemente con la catena con la quale è legata, tanto che il diavolo la supplica: “Signora Giuliana, abbi misericordia di me”.

Giuliana imperterrita lo lega e se lo trascina dietro quando va al supplizio senza ascoltare quel che andava chiedendole il poveretto.

“Signora mia Giuliana, – diceva – non mi mettere in ridicolo, se no, d’ora in avanti, con che faccia mi presento davanti agli altri?”.

Le reliquie della santa vengono trasportate dapprima a Pozzuoli, poi, al tempo dell’invasione longobarda (verso il 568) a Cuma e di lì, nel 1207, a Napoli.

E’ invocata per guarire le malattie contagiose oltreché per la caduta dei capelli.

Pensiero del giorno

Nel mondo scorre tanto amore, da farci pensare che da qualche parte deve pur esistere una fonte (Louis Lochet)