Nell’Europa occidentale numerose chiese, ospedali e istituzioni caritative portano il nome di san Giuliano, un santo la cui vita è stata poi romanzata dallo scrittore Gustave Flaubert in uno dei suoi “Trois contes”, Tre racconti.
Giuliano è vissuto probabilmente nel VII secolo. E’ un nobile che si diletta ad andare a caccia. Un giorno s’imbatte in un bellissimo cervo. Scocca la freccia dell’arco e lo trafigge. L’animale prima di morire gli predice che avrebbe ucciso i suoi genitori. Il cavaliere, sconvolto, lascia la casa paterna e va lontano.
I suoi non si capacitano della sua scomparsa e si mettono alla sua ricerca.
Il giovane, intanto, si era sposato con una nobile castellana, la quale, mentre egli è a caccia, riceve la visita dei suoceri giunti per caso alla sua nuova dimora. La moglie, saputo chi erano, li accoglie cordialmente e offre il proprio letto per la notte.
Tornato di notte, Giuliano trova il letto nuziale occupato. Nella penombra crede di aver colto la moglie in adulterio e, senza pensarci due volte, sguaina la spada e avvera la profezia.
Quando si rende conto di quel che ha fatto, giura di cambiar vita.
Il suo castello diviene così un ospedale che accoglie chiunque ha bisogno. Ed egli con un’abnegazione sovrumana trascorre la vita a servire il prossimo.
Durante una notte di tempesta sente le grida di un lebbroso in difficoltà nel fiume. Incurante del pericolo di contagio scende in acqua e lo soccorre. Mentre lo trasporta sulle braccia si accorge che quel lebbroso era Cristo in persona che, fattosi riconoscere, dopo averlo benedetto, scompare.
Giuliano l’ospedaliere è venerato in tutta Europa, particolarmente in Belgio, Francia, Spagna e Italia.
Ogni nazione ne rivendica l’origine e colloca il suo ospedale nel proprio ambiente: quindi sul fiume Gordon in Provenza, come pure sulle rive dell'Aube presso Arcis-sur-Aube o su quelle del Potenza nelle vicinanze di Macerata.
Patrono della città di Macerata è protettore dei viaggiatori, dei pellegrini, degli albergatori e dei cacciatori.
Quando incontri un uomo troppo stanco per offrirti il suo sorriso, lasciagli il tuo.