“Perché spendere la vita nel fare guerre, seminando dovunque miseria e morte? Perché aumentare stupidamente il numero degli orfani e delle vedove?”.
Due interrogativi senza tempo che il 27 agosto 1511 sgorgano dal cuore di Girolamo Emiliani dopo aver perso il suo castello di Castelnuovo, presso Treviso, preso dai francesi nella guerra tra Venezia e la Lega di Cabrai. Girolamo, prigioniero del maresciallo di La Palisse (quello passato alla storia per le verità lapalissiane), viene rinchiuso in una tetra segreta.
Così Girolamo - nato nel 1486 a Venezia, figlio di un senatore della Serenissima e di una discendente dei dogi - chiede alla Madonna di farlo uscire dal carcere e promette di spendere il resto della vita aiutando i poveri.
Nel 1529, a contatto con i malati di peste, ne contrae il morbo. Guarito destina ai poveri i suoi beni e, povero tra i poveri, con un’illimitata fiducia nella provvidenza, dà inizio a quella che sarebbe stata la sua avventura.
Si occupa di ogni specie di povertà: dagli orfani agli anziani abbandonati, alle donne costrette alla prostituzione dalla fame o altre umilianti situazioni.
Dovunque apre una casa, incontra collaboratori che sa organizzare in maniera mirabile, ma soprattutto sa trasmettere a tutti la sua fede nella presenza di Gesù in ogni povero.
Dà inizio alla “Compagnia dei servi dei poveri” e due anni dopo, a Somasca, un paesino di Bergamo, formula la struttura giuridica della sua opera. Dal nome della città di Somasca “i servi dei poveri” furono chiamati popolarmente “i padri Somaschi”.
Nel suo sistema pedagogico Girolamo Emiliani non separa mai la formazione cristiana da quella umana: la pratica del Vangelo deve aprire contemporaneamente le porte del cielo e quelle del mondo.
La morte lo sorprende l'8 febbraio 1537 a Somasca: aveva nuovamente contratto il morbo della peste mentre soccorreva gli ammalati di quella cittadina.
E’ protettore delle città di Treviso e Venezia, e patrono degli orfani e della gioventù abbandonata.
Cari giovani amici, ponetevi alla scuola di Maria e porterete nel mondo una ventata di speranza! (Giovanni Paolo II, Angelus, 15 agosto 2004)
Dear young friends, let Mary be your teacher, and you will bring a fresh breath of optimism to the world!