7 Novembre - Prosdocimo di Padova

Prosdocimo, come tramanda la tradizione, è uno degli evangelizzatori dell’entroterra veneto, fu il primo vescovo e patrono della diocesi di Padova, nel periodo in cui si ebbero le invasioni dei Visigoti, degli Unni e degli Ostrogoti.

Il culto e’ stato probabilmente nel luogo che ne custodiva un’immagine clipeata del VI secolo con il suo nome - oggi collocata nel sacello opilioniano della basilica di Santa Giustina –; ne parlano due documenti veronesi dell’860, e un calendario risalente al X secolo, conservato presso la Biblioteca Capitolare di Verona.

Si puo’ supporre una ripresa del culto di Prosdocimo nell’ultimo quarto del secolo XI, nel quadro di una risistemazione della chiesa padovana con inventiones e translationes  - fenomeno assai frequente nell'Alto Medioevo - di diversi corpi santi, nella quale agiscono in perfetta sintonia il vescovo Olderico e il monastero di Santa Giustina.

Dopo aver compiuto la traslazione di san Daniele, il 3 gennaio 1076, il vescovo Olderico dona infatti una cappella extraurbana a lui intitolata al monastero di Santa Giustina e di san Prosdocimo: primo esplicito  riferimento padovano al santo, il cui nome di origine greca significa l'atteso, l'aspettato.

In quel contesto probabilmente e’ stata redatta la Vita, che presenta Prosdocimo come originario di Antiochia, protovescovo di Padova ed evangelizzatore del Veneto su mandato di san Pietro: una leggenda di chiaro stampo riformatore, come dimostrano il riconoscimento del primato di Pietro, l’impegno antisimoniaco, la valorizzazione dei conti di Treviso, legati ai Canossa.

Un culto radicato a livello popolare, e presente in molte pubblicazioni divulgative, con numerose varianti.
Viene spesso invocato per la protezione del raccolto.

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