Tommaso fu non solo un grande pensatore, ma anche un uomo di preghiera. Per questo è detto «il più dotto dei santi e il più santo dei dotti».
Nasce nel castello di Roccasecca presso Caserta in Campania intorno al 1225 dalla nobile famiglia degli Aquini. Napoli costituisce una tappa importante della sua vita. Qui ha la fortuna di conoscere la traduzione di alcuni scritti di Aristotele, utilizzati allora dai maestri musulmani per combattere la fede cristiana, quindi proibiti nelle facoltà ecclesiastiche. Incontra i frati predicatori del convento di San Domenico; affascinato dal loro stile di vita, decide di diventare domenicano.
Studia a Parigi e a Colonia sotto la guida di Alberto Magno, uomo di cultura enciclopedica. A Colonia i compagni scherzano sul suo atteggiamento silenzioso e sulla sua mole fisica, e lo chiamano il bue muto. Alberto, però, commenta: «Noi lo chiamiamo bue muto, ma egli con la sua dottrina emetterà un muggito che risuonerà in tutto il mondo».
Sotto la sua guida di insegnante gli studenti venivano coinvolti in modo straordinario. Con lui tutto sembrava nuovo: nuovo il modo di organizzare l'argomento, nuovi i metodi di prova, nuovi gli argomenti addotti per arrivare alla conclusione.
Si dice che dettasse a tre-quattro scrivani contemporaneamente. Scrive la Summa Theologica nella quale raccoglie e fonde i contributi della filosofia classica, le conquiste della teologia, e le inquietudini del suo tempo, stimolando tutte le risorse della ragione, per far capire in che cosa e perché si crede.
Tommaso è uno spirito aperto e libero, fedele alla dottrina della Chiesa e nello stesso tempo innovatore. Diviene il più famoso dei teologi. Ma il 6 dicembre 1273 accade un fatto strano. Mentre celebra l'eucaristia qualcosa lo tocca profondamente e da quel giorno non scrive né detta più nulla. Si racconta che poco tempo prima, in uno dei suoi colloqui notturni davanti al crocifisso, questi gli aveva detto: «Tu hai scritto bene di me. Che ricompensa vuoi?». Egli aveva risposto: «Nient’altro che te, Signore». Quella mattina del 6 dicembre il Signore crocifisso lo aveva preso in parola, assimilandolo a sé. Tommaso che fino a quel giorno aveva sbalordito il mondo con la sua intelligenza, si ritrova l'ultimo degli uomini.
La mattina del 7 marzo 1274 lascia questo mondo. Ha quarantanove anni e ha scritto più di quaranta volumi. Nel 1323 viene canonizzato ad Avignone da Papa Giovanni XXII e nel secolo XV riceve il titolo di Dottore della Chiesa: “Dottore angelico”.
E’ patrono della Campania, delle università cattoliche, dei filosofi, teologi, studenti, librai e architetti, ed è invocato contro il maltempo e le tentazioni carnali.
Chi ha il cuore puro, trova in tutte le cose una notizia di Dio, gioiosa e gustosa, casta e pura, spirituale, lieta e amorosa (San Giovanni della Croce)