6 Ottobre - Bruno

Nato intorno al 1035  a Colonia, in Germania, e vissuto tra la Francia e l'Italia, il nobile renano Bruno - o Brunone - è un vero figlio dell'Europa dell'XI sec., divisa e confusa, ma a suo modo fertile di rinnovamento.

Studente e poi insegnante a Reims, si trova presto faccia a faccia con la simonia, cioè col mercato delle cariche ecclesiastiche.
Professore di teologia e filosofia, esperto di pratiche curiali, potrebbe infatti diventare vescovo - ora che papa Gregorio VII lotta per riformare l’episcopato, ma la fede che pratica e insegna è tutt'altra cosa.

E per dare un segnale forte di rigore e di cambiamento decide di stabilirsi insieme ad altri sei compagni in una località selvaggia detta "chartusia" (chartreuse in francese), dove costruiscono sette semplici casette di legno per vivere e lavorare, e un ambiente per la preghiera. Nasce così l’Ordine dei Cistercensi.

Né lui, né i suoi compagni pensano minimamente di dar vita a una fondazione. Ma la vita, come sempre, chiama a nuove prove; nel 1090 Bruno viene convocato a Roma da Urbano II, un tempo suo allievo, che lo vuole accanto a sé come consigliere.

Ottiene riconoscimento e autonomia per il  monastero fondato presso Grenoble, noto come la Grande Chartreuse.
Non riuscendo ad abituarsi ad un’esistenza agiata e ricca di privilegi, chiederà di potersi ritirare in Calabria nella vasta e inospitale Foresta della Torre, vicino a Vibo Valentia, dove più tardi sorgerà per opera sua un altro monastero per quelli che, inadatti alle asprezze della vita eremitica, preferiscono vivere in comunità.

I certosini dovranno essere pronti alla durezza di una vita incentrata sul lavoro e sulla preghiera. Essi lavorano intellettualmente e manualmente con proverbiale perseveranza, quella che ha originato il detto “pazienza da certosino”.

Morto il 6 ottobre 1101 presso l'Eremo Santa Maria della Torre, è oggi sepolto nella Certosa di Serra San Bruno.

Invocato per la liberazione dalle possessioni diaboliche, nel 1914 è stato elevato agli onori degli altari dal pontefice Leone X.

Pensiero del giorno

“L’amore è l’unico passaporto valido per l’eternità”
(Francois Favreau)