5 Ottobre - Bartolo Longo

“Oggi voglio fare il mio testamento. Ho raccolto e profuso milioni per fondare la Basilica e la nuova città di Maria. Non posseggo più nulla, sono povero. Mi restano solo le testimonianze di benevolenza dei sommi pontefici. E anche queste, vorrei donarle agli orfani e ai figli dei carcerati...". Questo diceva Bartolo Longo poco prima di morire, al Delegato Pontificio del Santuario di Pompei e alla folla che gremiva l’assemblea.

Si concludeva, con quest’ultimo gesto di devozione l'impegno terreno di Bartolo Longo, un avvocato nato a Latiano, vicino a Brindisi, nel 1841.

Convertitosi alla fede dopo esperienze di vita molto distanti dalla chiesa, ha legato per sempre il proprio nome alla fondazione del Santuario della Madonna di Pompei e a moltissime altre opere di carità.

Da quel momento, dedica tutta la propria esistenza agli altri, insegnando e pregando, ma anche lottando e battendosi contro le istituzioni per ottenere strade e fognature. Sino a quando, avuta in dono un'immagine della Madonna del Rosario, la fa esporre nella chiesetta parrocchiale. 

Ben presto la Madonna inizia a rispondere con grazie e miracoli alle semplici ed umili preghiere dei devoti del luogo che, sempre più numerosi,  iniziano a frequentare la cappella.

In breve tempo nasce l'esigenza di erigere una chiesa più capiente e dignitosa e, pur rendendosi conto della difficoltà dell'impresa, intraprende la fondazione e pone la prima pietra del Santuario, che sarà completato nel 1887.

Nel giro di pochi anni il santuario mariano, conosciuto anche per la famosa preghiera della Supplica a Maria, diviene celebre in tutto il mondo.
Accanto ad esso sorgono anche l'Orfanotrofio femminile e l’Istituto dei Figli dei Carcerati: iniziative sorte per contrapporsi alla criminalità e alle dottrine positivistiche dell'epoca, secondo le quali il delinquente sarebbe stato tale per natura.

Nel 1893 fa dono a Leone XIII della proprietà del Santuario e di tutte le opere pompeiane.

Muore il 5 ottobre 1926; il suo corpo è custodito ai piedi dell'immagine da lui profondamente venerata.

Pensiero del giorno

Gli Angeli sono anche contemplativi… sono perfetti
non per il possesso di misteri nascosti sotto la verità dei simboli,
ma perché nella loro alta ed intima unione con la divinità acquistano,
toccando le cose divine, l’alta intelligenza che domina gli Angeli”

(Dionigi Aeropagita)