Nasce ad Assisi intorno al 1181 da Pietro Bernardone, ricco commerciante di stoffa, e Giovanna Pica di origine francese, per cui venne denominato Francesco, ossia il francesino.
Nel 1205, dopo una giovinezza violenta e scapestrata, si sente chiamato a cambiare vita, nella sequela a Cristo: decide di rinunciare ai beni materiali, e si spoglia dei suoi abiti di fronte al Vescovo e a una grande folla.
Nudo, lascia così la città per predicare la via della povertà, seguito da altri giovani che, come lui, scelgono di indossare un saio di tela di sacco stretto in vita da una corda, come i mendicanti. Così nasce l’Ordine dei Frati Minori, radunati nella Cappella della Porziuncola, poi diventata Santa Maria degli Angeli, alle pendici della città.
Si dedica totalmente alla predicazione itinerante e trascorre la sua breve vita annunciando il Vangelo in Italia e all’estero, nell’assistenza ai poveri e agli infermi - soprattutto lebbrosi - nei quali afferma di vedere il volto di Dio.
Un messaggio intenso e gioioso che supera i confini del cristianesimo, e per la prima volta coinvolge anche la natura e gli animali (ai quali era negata qualsiasi forma di pietà e di rispetto), un amore che lo porterà a scrivere pagine di sublime bellezza, come il “Cantico delle creature”, e a dar vita – a Greccio, vicino Rieti – alla rievocazione della nascita di Cristo.
Provato dai digiuni, quasi cieco, indebolito, con le mani e i piedi segnati dalle stimmate, è stato un uomo che ha saputo cambiare il mondo con la purezza della fede.
“Nessuno mi insegnava quel che io dovevo fare; ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo il Vangelo”. Queste le parole che segnano la sua esistenza, e lo vedranno agire anche come riformatore: il primo a proporre un monachesimo incarnato nella storia, in cui Dio non è più un essere da contemplare, ma una presenza vicina, povero tra i poveri.
Nel 1210 Papa Innocenzo III ne approva la regola e nel 1212 la giovane Chiara, amica fedele di Francesco, fonderà il ramo femminile: l’“Ordine delle Clarisse”.
“Sorella morte” lo coglie il 3 ottobre 1226. Due anni dopo è canonizzato da Gregorio IX e viene tumulato ad Assisi nella Basilica a lui dedicata, dove è venerato come patrono d’Italia.
E’ patrono dei mercanti, dei commercianti italiani e dei tappezzieri. Per l’amore per gli animali e la natura è anche patrono degli ecologisti.
“Laudato sie, mi Signore, con tutte le tue creature.
Laudate e benedicete mi’ Signore e ringraziate
e serviteli cum grande humilitate” (S. Francesco)