3 Ottobre - Gerardo di Brogne

Alla fine del IX secolo l’Europa è segnata dal potere di piccoli e dispotici feudatari, da scontri e devastazioni degli arabi in Sicilia, invasioni dei popoli ungheresi nelle vaste aree del Nord del continente, incursioni dei Vichinghi giunti a Parigi.

Nato nella regione dell’Entre-Sambre-et-Meuse, in Belgio, da una famiglia della media aristocrazia terriera, Gerardo, ancora laico, sente il richiamo della fede e, mentre si trova al servizio del conte Berengario di Namur, fonda nei possedimenti del conte a Brogne una collegiata di canonici, che trasformerà in seguito in una famosa abbazia benedettina.
Qui si farà monaco nel 919 – dopo una lunga formazione avvenuta presso l’Abbazia di Saint Denis – e dieci anni dopo sarà ordinato sacerdote.

In questo scenario confuso e violento, opera il monaco fiammingo Gerardo di Brogne, identificando la propria missione nella riforma monastica attuata secondo le regole benedettine.

E’ un lavoro spesso oscuro e poco documentato, su cui Folcuino scrisse una significativa testimonianza, un attestato di stima delle sue qualità morali: “…fu praticamente il solo e il primo in Occidente, in questi ultimi tempi, a osservare le norme della vita religiosa”.

Viene ricordato soprattutto per la sua intensa attività, condotta in diverse abbazie fra il 930 e il 951, tesa ad assicurare la costruzione degli edifici monastici, la nomina di un abate regolare e l’imposizione della regola benedettina come norma di vita comunitaria.

Non si conosce il numero esatto dei monasteri interessati dalla sua riforma, ma si possono citare con sicurezza St Remi di Reims, St Ghislain, St Pierre du Mont-Blandin a Gand, St Bertin, St Riquier, St Armand.

Muore il 3 ottobre 959, e la sua festa viene celebrata ogni anno nella Diocesi di Namur.

E’ invocato dai malati per far abbassare la febbre alta.

Pensiero del giorno

“A un angelo è stata affidata la cura di ciascuno di noi, affinché ci custodisca, ci protegga e ci liberi dalle inside del demonio” (Gemma Galgani)