Girolamo è il più celebre biblista del cristianesimo. Nasce a Stridone in Dalmazia nel 347 da una famiglia cristiana. Rivela fin da piccolo un carattere indipendente e passionale, insieme con una memoria straordinaria e un'intelligenza acuta.
Studia retorica a Roma e, sebbene cristiano, ha una gioventù piuttosto dissipata. Suo maestro è il celebre retore Elio Diodoro e suo condiscepolo Rufino di Aquileia.
Affascinato dall'esperienza del monachesimo, ritenendo l’asceta un vero martire non per un solo momento ma per tutta la vita, inizia ad Aquileia la vita monastica con Rufino. Decide poi di andare in Oriente, dove apprende il greco e l’ebraico. Si estranea dalla vita mondana, abbandona i parenti e la patria, ma dalla biblioteca, messa assieme a Roma con tanto amore e fatica, proprio non sa staccarsi.
Ad Antiochia, sempre innamorato della letteratura pagana, sogna di essere giudicato in tribunale perché non cristiano ma “ciceroniano”.
Dopo una seria malattia, in seguito ad una visione in cui gli appare Cristo, si reca a Calcide nel deserto siriaco e lì vive da eremita per quattro anni, pregando e digiunando.
Si reca poi a Costantinopoli ed infine a Roma, dove papa Damaso lo incarica di tradurre in latino i testi originali della Sacra Scrittura in modo da renderne accessibile la lettura ai fedeli. Dopo la morte di papa Damaso, al quale fece da segretario, venne criticato e calunniato. Girolamo si ritira così a Betlemme fino alla morte, senza però interrompere una fitta corrispondenza con gli ecclesiastici più colti del suo tempo.
La sua Bibbia, detta volgata, costituisce da allora il testo ufficiale della chiesa.
Il 30 settembre del 420 si presenta al suo Signore, ripetendogli la sua accorata preghiera: “Perdonami, Signore, perché sono dalmata!”. Alla chiesa, che tanto aveva amato, lascia il tesoro inestimabile dei suoi scritti.
E’ patrono degli eruditi, degli studiosi, dei biblisti degli umanisti cattolici, degli archeologi e dei miopi. L’aver tradotto e revisionato la Bibbia in latino, gli è valso il patronato dei traduttori.
Non temete il nemico; egli non varrà nulla contro la navicella del vostro spirito, perché il nocchiero è Gesù, la stella è Maria (Padre Pio)