29 Settembre - Michele, Gabriele e Raffaele

Il nuovo calendario riunisce in una sola festa i tre arcangeli: Michele, Gabriele e Raffaele.
Michele è l’antico patrono della Sinagoga e patrono della Chiesa universale. Gabriele è l’angelo dell’Annunciazione, mentre Raffaele è l’accompagnatore del giovane Tobia, e per questo suo compito viene invocato come guida di quanti si mettono in viaggio.

Michele in ebraico significa “Chi è come Dio?” ed è un grido di guerra contro chiunque presuma di farsi uguale a Dio. E’ l’arcangelo guerriero, il principe delle milizie celesti, l’avversario di Satana, in lotta contro colui che voleva farsi uguale a Dio: Lucifero. Divenne così l’angelo del combattimento contro il dragone e contro gli spiriti maligni sparsi nell’aria.

E’ apparso nel V secolo sul monte Gargano, in Puglia, dove sorge il famoso santuario a lui dedicato. Sempre in quel luogo l’arcangelo promise ai Longobardi, che combattevano i saraceni, la vittoria che puntualmente si verificò nel 663.

Molti i luoghi che videro la presenza di Michele: Caltanissetta e Mont-Saint-Michel in Francia, alle crociate e durante la riconquista della Spagna ai musulmani.
A Roma, l’arcangelo domina la città dall’alto della Mole Adriana, che da lui prese poi il nome di Castel Sant’Angelo. La sua statua fu eretta quando così è apparso, alla fine di una grave pestilenza.
Non si contano i santuari nel mondo dedicati a san Michele, come numerose sono le città che l’hanno scelto come patrono.

E’ protettore della Polizia di Stato nonché dei paracadutisti e dei radiologi.
E’ l’arcangelo che conduce le anime al giudizio di Dio davanti al quale sarà pesato il bene e il male e per lo stesso motivo è anche protettore di tutti i mestieri che impiegano le bilance. E’ invocato per una buona morte e per il sollievo delle anime del Purgatorio.

Michele, Gabriele e Raffaele, l’angelo guerriero, l’angelo annunciante e l’angelo accompagnatore sono tre amici dell’uomo, custodi e protettori nelle sue necessità.

Pensiero del giorno

Non cercare gli uomini con la lanterna, ma col cuore, perché il loro cuore si apre soltanto con l’amore.