Federico Ozanam nasce nel 1813, da un medico, ufficiale dell’esercito napoleonico, stanziato in quel periodo a Milano. Studia a Parigi e nel gennaio del 1839 consegue la laurea in Lettere alla Sorbona, dove ottiene la nomina a professore della cattedra di letterature straniere.
Professore eccellente, molto ammirato per la serietà degli studi, l’attenta e coscienziosa preparazione delle lezioni, sente sempre di più sorgere in sé l’urgenza della carità: “Andiamo anche noi dai poveri – diceva - e la benedizione dei poveri sarà la benedizione di Dio”.
Nel 1833, quando è ancora studente alla Sorbona, assieme ad altri compagni fonda la Società di San Vincenzo de’ Paoli, allo scopo di rendere viva e attuale la carità cristiana al servizio di tutti i fratelli.
Piiù tardi, mentre insegnava, alcuni studenti avevano obiettato a Federico Ozanam: “Voi che vi vantate di essere cattolici, che cosa fate? Dove sono le opere che dimostrano la vostra fede e che possano farla rispettare ed amare?”. Come risposta nascono le Conferenze di san Vincenzo, un gruppo di persone che volevano vivere la carità in favore dei più poveri, realizzando nel loro tempo quanto aveva fatto il santo della carità due secoli prima.
In principio gli iscritti sono otto, ma già nel 1840 la San Vincenzo ha “invaso” tutta la Francia con i suoi programmi e con l’attività assistenziale. Il giovane professore si tuffa negli studi e nella pratica dell’attività caritativa. Cura la propria formazione spirituale e religiosa con la lettura di filosofi e saggi, ma soprattutto coltivando nella preghiera un rapporto intimo con Dio.
Nel 1846 comincia ad avvertire i sintomi di un ostinato malessere che lo costringe spesso, a causa di una persistente febbre, a limitare la sua incessante attività. Si tratta di tubercolosi.
Muore l’8 settembre 1853 a Marsiglia e le sue spoglie sono custodite nella Chiesa dei carmelitani di Parigi. I suoi scritti sono stati raccolti, subito dopo la sua morte, in 11 volumi. Un’esistenza breve ma intensa tanto da attuare e diffondere con trascinante entusiasmo la pratica della carità cristiana, non solo in Francia, ma in molti paesi d’Europa.
A nessuno la vita è stata data in possesso, a tutti in usufrutto (Lucrezio Caro)