7 Settembre - Grato di Aosta

Oggi si festeggia un santo caro ai fedeli di un’antica città italiana, Aosta, di cui è patrono.
Grato, Sl nome che significa grazia, fu Vescovo d’Aosta nel V secolo, tra il 450 e il 470. Sembra che sia stato chiamato a reggere la diocesi valdostana dal predecessore Eustasio. La preparazione al ministero episcopale sarebbe avvenuta in un monastero presso Vercelli. In questa diocesi Eusebio, rientrando dal suo esilio in Oriente, comminatogli dall’imperatore Costanzo per la sua intransigenza nei confronti dell’eresia ariana, aveva introdotto la vita monastica.

Ambrogio di Milano riferisce che tutti i vescovi dell’Italia settentrionale provenivano dal cenobio eusebiano: quindi anche Eustasio, il primo vescovo di Aosta.

Come lascia intendere il suo nome, era greco di origine. E greco doveva essere anche Grato. Di lui abbiamo scarse notizie.

Si sa con certezza che, in occasione del Concilio convocato a Milano nel 451 dal Vescovo Eusebio, uno dei partecipanti e firmatari fu proprio Grato, rappresentante la Chiesa di Aosta. Questo Concilio era stato convocato nell’intento di contribuire alla soluzione del problema dogmatico delle due nature, umana e divina, di Cristo, questione che appunto in quello stesso anno sarebbe stata definitivamente sancita nel Concilio di Calcedonia.

Oltre questa “firma”, che attesta il suo impegno per l’ortodossia, sappiamo che ha partecipato alla traslazione delle reliquie del martire Innocenzo.

Curiosa è la vicenda della lapide che chiudeva il sepolcro di Grato, recante un’epigrafe anagrafica e laudativa. Accadeva che ogni reliquia del santo fosse dotata di proprietà miracolose e che la lapide, in particolare, avesse il potere di guarire dalla terribile malattia della lebbra, all’epoca molto diffusa.  Ad Aosta era stato costruito un lebbrosario. Poiché gli infermi lamentavano l’assenza di una reliquia per poter chiedere la guarigione miracolosa, fu portata tra i lebbrosi la lapide del sepolcro di san Grato, al cui contatto molti guarivano.

Il suo corpo è conservato nella cattedrale di Aosta. La devozione particolare di cui è oggetto si fonda anche sull’efficace protezione da lui esercitata sui campi, per cui viene invocato contro locuste, vermi, bruchi e altri animali nocivi.
Anche la regione Valle D’Aosta lo ha scelto come protettore.

Pensiero del giorno

Dio non benedice le nozze in cui non è stato consultato (Jean Baptiste Vianney)