3 Settembre - Gregorio Magno

Gregorio, figlio di san Gordiano e santa Silvia, era un patrizio romano dell’antica gens Anicia, che aveva dato i natali anche ai papi Felice III e Agapito. La sua casa era al Clivus Scauri a due passi dal Circo Massimo e dalla chiesa dei Santi Giovanni e Paolo.
La vittoria di Giustiniano sui goti gli permette di intraprendere gli studi giuridici ed una carriera che lo porta a ricoprire la carica di prefetto di Roma.

Nel 575 depone l’abito di seta, oro e gemme per il saio monastico, e si ritira nella casa paterna, che trasforma nel monastero di Sant’Andrea sul Celio; ad esso se ne aggiungeranno altri sei nelle sue proprietà in Sicilia.

Papa Pelagio II lo invia come nunzio pontificio a Costantinopoli: qui stringe legami di amicizia con l’imperatore Tiberio II e il successore, Maurizio. Nel 586 è richiamato a Roma, nominato consigliere di Papa Pelagio II, che l’anno dopo muore di peste.

Gregorio viene eletto Papa e dimostra immediatamente la sua capacità di governo, già esercitata in qualità di prefetto, deponendo alcuni vescovi indegni. Da lui prende nome il canto gregoriano, perché durante il suo soggiorno come apocrisario alla corte di Bisanzio, aveva potuto conoscere la tradizione musicale liturgica, quindi operare una risistemazione del patrimonio musicale dell’occidente. 

Fu uno dei più grandi papi del Medioevo. A lui si deve la conversione dei longobardi e dei visigoti in Spagna. Stabilisce buone relazioni con i regni barbarici dei franchi e invia il monaco Agostino di Canterbury a evangelizzare l’Inghilterra.

Scrittore fecondissimo, è il primo Papa a definirsi “servo dei servi di Dio”. Ben presto viene chiamato “Magno” per l’importante opera di mediazione da lui svolta, che consentì alla Chiesa di assurgere ad un ruolo politico di rilievo, spesso decisivo per dirimere i conflitti tra le potenze dell’epoca.
Muore il 12 marzo del 604.

Patrono delle miniere, dei cantori, dei musicisti e della musica, nonché protettore degli studiosi, è invocato dai malati di gotta e per la liberazione delle anime dal purgatorio.

Pensiero del giorno

La Chiesa è di tutti, ma vuol essere particolarmente la Chiesa dei poveri (Giovani XXIII)