Ludovico Alfredo Luigi nasce a Roma l’8 gennaio 1880 da Anna Marta Tuzzer, originaria di Bolzano, e dal caposarto degli Zuavi pontifici Giovanni Schuster.
Nel 1891 entra nell’abbazia benedettina di San Paolo fuori le mura di Roma e diventa monaco assumendo il nome di Ildefonso.
Eletto abate della stessa comunità benedettina, gli vengono assegnati compiti e incarichi sempre più impegnativi. Presiede il Pontificio Istituto Orientale nel 1919, e nel 1924 è Presidente della pontificia commissione per l’arte sacra.
Il 26 giugno 1929 viene nominato arcivescovo di Milano e quindi Cardinale.
E’ il primo vescovo che, come previsto dai Patti Lateranensi, emette giuramento di fedeltà al re Vittorio Emanuele III.
A Milano nei suoi 25 anni di attività pastorale si ispira all’ascetismo di san Benedetto e trasfonde questo spirito ascetico nella vita liturgica, sempre attento ai valori tradizionali della Chiesa.
Espleta un’attività instancabile sul piano pastorale e didascalico. Le sue opere sono raccolte in oltre cento volumi.
La sua preoccupazione costante e fondamentale è permettere al popolo di partecipare attivamente alla liturgia per alimentare la vita interiore.
Nel periodo difficile della seconda guerra mondiale si impegna in opere di assistenza per tutti i bisognosi senza distinzione di parte.
Vuole esser sempre povero fra i poveri. E i poveri affollano l’arcivescovado. Il suo impegno è fatto di assistenza, di preghiera, di penitenza e di studio assiduo, senza mai dimettere anche nella dignità cardinalizia l’austerità propria del monaco benedettino.
Il 30 agosto 1954 muore a Venegono. E’ stato beatificato da Giovanni Paolo II il 12 maggio 1996.
Anche se le singole scene riferite a Maria sono sparse qua e là nei vangeli, esse tuttavia [...] formano una rete di rapporti i cui singoli momenti si illuminano, si moltiplicano e si approfondiscono a vicenda indefinitamente, come in una sala degli specchi (Hans Urs von Balthasar)