Conosciamo la vita del Precursore Giovanni Battista attraverso il
Vangelo e la tradizione; la sua parola infuocata pare davvero animata dallo spirito del profeta Elia.
Nell’anno 15° dell’imperatore Tiberio, intorno al 27-28 d.C., Giovanni conduce vita austera secondo le regole del nazireato e inizia la sua missione invitando il popolo a preparare le vie del Signore, per accoglierlo con un radicale cambiamento di condotta.
Rivolgendosi a tutte le classi sociali, desta entusiasmo tra il popolo e malumore tra i farisei, la cosiddetta aristocrazia dello spirito, dei quali condanna l’ipocrisia.
Ha come discepoli gli apostoli Andrea e Pietro.
E’ una figura popolare, e nega risolutamente di essere il Messia atteso, affermando la superiorità di Gesù, che egli addita ai suoi seguaci come l’Agnello di Dio.
Riprova pubblicamente la condotta peccaminosa di Erode Antipa e della cognata sua amante, Erodiade, suscitando una reazione che gli comporta dapprima la dura prigionia a Macheronte, sulla sponda orientale del Mar Morto, e poi la morte.
In occasione di un festino svoltosi a Macheronte, la figlia di Erodiade, Salomè, dopo aver dato eccellenti prove di agilità nella danza, entusiasma Erode a tal punto che ottiene in premio la testa del Battista.
La festa di oggi, che la Chiesa latina celebra sin dal V secolo, è legata alla dedicazione della chiesa costruita a Sebaste in Samaria, sul sepolcro del precursore di Cristo.
Secondo il Martirologio Romano il 29 agosto è la data del secondo ritrovamento del capo di san Giovanni Battista, trasportato in quell’occasione nella chiesa di San Silvestro in Campo Marzio a Roma.
Per il suo instancabile peregrinare, è ricordato come protettore delle autostrade e degli albergatori; in ricordo della lunga prigionia e del supplizio subìto è il patrono dei carcerati e dei condannati a morte, e inoltre è invocato contro l’emicrania.
Anche oggi narrano le gesta atroci dei filibustieri, e specialmente di un uomo, il quale tolse via l’immagine della Vergine Maria, e ritornò un anno dopo a prendere quella di San Giuseppe dicendo che era un peccato che la signora stesse senza suo marito (Charles Darwin)