Monica, il cui nome significa in latino ammonire, è la madre di Agostino.
Si trovava con Agostino a Cassiciaco, presso Milano, e per volere del figlio partecipava alle conversazioni che il gruppo degli amici tenevano su temi religiosi e filosofici.
Un giorno la madre esprime una sua opinione e Agostino chiede ad Alipio di annotarla nel libro che andavano scrivendo.
La madre si stupisce: “Che fai? Non ho mai sentito dire che negli scritti che voi leggete sono ammessi a tali dibattiti anche le donne!”.
Era nata a Tagaste in Numidia, l’odierna Algeria, nel 332 da un'agiata famiglia cristiana ed è educata nella fede.
Poi sposa Patrizio, un giovane legionario pagano che ricopre cariche nel municipio.
Agostino ha appena sedici anni, quando il padre muore. L’anno prima si era convertito e sul letto di morte aveva ricevuto il battesimo.
Monica deve prendere in mano non solo l'amministrazione dei beni, ma soprattutto il controllo dei suoi tre figli, che si sono allontanati da lei e dalla fede. Per molti anni prega e piange per la loro conversione.
La notte di Pasqua del 387 le sue preghiere vengono esaudite: Ambrogio impartisce il battesimo ad Agostino, insieme con i fratelli Navigio e Alipio.
E’ felice della decisione del figlio di consacrarsi al Signore e di tornare in Africa. Sulla via del ritorno, a Ostia, Monica si ammala e muore.
Le sue reliquie sono custodite nella chiesa romana di Sant’Agostino, e nel monastero agostiniano di Arras, nella Francia settentrionale.
Patrona delle vedove e delle madri di famiglia, è invocata per l’educazione e la salvezza dell’anima dei figli.
Alla Madonna ho promesso che avrei fatto le cose per bene, perché tutto quello che faccio, lo faccio a nome suo. E cosí lei è stata attenta a non farmi sbagliare (Gino Bartali)