20 Agosto - Bernardo

Bernardo nasce nel 1090 nel castello di Fontaine vicino a Digione, nella Borgogna, da Tesselino e da Aletta di Montbard.

A vent’anni, dopo la morte della madre, in una notte di Natale sogna Gesù Bambino. Impressionato si ritira nella casa di Chátillon dove, come Agostino, medita lungamente prima di decidere sul proprio futuro.  Lo raggiungono i fratelli e altri congiunti e amici, e insieme entrano, l’anno dopo, nel monastero di Citeaux. Alcuni anni dopo, un pugno di monaci coraggiosi inizia a praticare la regola benedettina secondo lo spirito originario.

Bernardo, dopo qualche anno, viene scelto per fondare una nuova comunità cistercense. Sceglie una località chiamata fino ad allora la Valle dell'Assenzio e che egli trasforma in Valle della luce, Clara Vallis o  Chiaravalle.

Nel 1119 promuove la creazione dell’abbazia di Fontenay e in seguito ne sorgono ben due all'anno in ogni parte d'Europa, tanto che alla sua morte le fondazioni saranno una settantina. “Sembrava - dicevano i contemporanei - che tutto il mondo volesse diventare cistercense”.
La filosofia di Bernardo consiste nel conoscere che Gesù è, ed è stato crocifisso.  Per lui Maria è l'esempio più perfetto della vita monastica cistercense, come di tutte le altre forme di vita cristiana. Bernardo aveva una particolare devozione alla Vergine. Si racconta che un giorno, passando davanti a una icona della Vergine salutò dicendo “Ave, Maria” e la Madonna le rispose “Ave, Bernardo”.
Concepisce la chiesa non come società perfetta, ma come popolo peregrinante; non è composta da persone buone, in opposizione ai malvagi, ma è formata da uomini e donne che per tutta la vita lottano per raggiungere la perfezione.
Bernardo muore a Chiaravalle il 20 agosto 1153.

Proclamato Dottore della Chiesa nel 1830, ci ha lasciato molte opere tra le quali spicca la tenera devozione mariana e la preghiera “Memorare piissima Virgo”. Le sue reliquie sono state disperse durante la Rivoluzione nel 1793, mentre il suo capo è custodito a Troyes.

Benchè timido e di salute malferma, si è impegnato in numerosissime imprese contrastando l’eresia albigese. Per essere stato durante la sua vita gradito e lodato da uomini di ogni ceto e fede, gli è stato conferito il titolo di “Doctor mellifluus”, dottore dolce, e perciò patrono degli apicoltori.

Protettore della Liguria, di Teramo e di Gibilterra, nonché dei fabbricanti di cera, è invocato contro le malattie infantili e la possessione diabolica.

Pensiero del giorno

"Più mi occupo delle anime e più trovo che la via mariana è la più facile, la più sicura, la più breve"   (Padre Anselmo Treves)