18 Agosto - Elena

Chi visita Roma non può non salire sulle colle del Campidolglio per godere la vista, davanti al monumento di Vittorio Emanuele. A pochi metri di distanza vi è una chiesa elegante dalla facciata medioevale: Santa Maria in Aracoeli. Qui c’è una cappella dedicata a santa Elena, l’imperatrice romana e madre di Costantino il Grande.

Figlia di un pagano che possedeva una locanda, nasce intorno al 255 in Bitinia sulle coste nordoccidentali dell’odierna Turchia.
Sposa un patrizio ma la legge romana non riconosceva il matrimonio celebrato tra un patrizio e una plebea. Così quando Costanzo Cloro ha il titolo di “Cesare” insieme con Galerio, ripudia Elena, trattenendo con sé il figlio Costantino, nato dalla loro unione nel 285.

Alla morte del padre, Costantino è acclamato “Cesare” nel 306 a York, ed Elena è designata dal figlio col meritatissimo titolo di “Nobilissima Femina”. Quando poi Costantino, sconfiggendo Massenzio alle porte di Roma, diviene unico imperatore, Elena è onorata con il titolo di “Augusta”.

Elena si era convertita, dopo l’editto di Milano,  e fatta battezzare nel 312; e da allora si prodiga sempre per la sua fede.  Mostra un fervore religioso, che si traduce in grandi opere benefiche e nelle edificazoini di celebri basiliche sui luoghi santi, di cui diviene intrepida esploratrice.

Con la collaborazione del figlio, fa costruire numerose chiese. A Lei si debbono la basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, la chiesa degli Apostoli a Costantinopoli, la basilica della Natività a Betlemme e la chiesa romana di Santa Croce in Gerusalemme.

Nonostante l’età avanzata, va in Palestina per seguire gli scavi iniziati a Gerusalemme dal vescovo Macario, che ritrova la tomba di Cristo scavata nella roccia e poco distante la croce. Il ritrovamento della croce avviene nel 326 sotto gli occhi della piissima madre dell’imperatore che, incoraggiata da questo primo successo, cerca la grotta della natività a Betlemme e inoltre il luogo sul monte degli Ulivi dove Gesù si era intrattenuto con i suoi discepoli prima di salire al cielo.

Muore nel 330 in Turchia e il suo culto è diffuso in tutta la cristianità. In passato nel suo giorno commemorativo in Russia si seminava il lino, affinché crescesse lungo come i suoi capelli.
Patrona di Francoforte, Pesaro e Ascoli, delle diocesi di Treviri, Bamberga e Basilea, è protettrice dei tintori, dei fabbricanti di chiodi e spilli, e delle miniere. E’ invocata contro tumori ed epilessia, oltreché contro fulmini, incendi, per il ritrovamento degli oggetti smarriti e per la scoperta di furti.

Pensiero del giorno

Non sono le profonde dissertazioni che fanno santo e giusto l’uomo, ma è la vita virtuosa che lo rende caro a Dio (Tommaso da Kempis)