Oggi si festeggia Maria Santissima Assunta in cielo ed è l’onomastico di molte donne che in suo onore e per devozione portano il nome di Assunta.
E’ molto antica anche la festa e la devozione popolare dell’Assunta, le relative narrazioni e le rappresentazioni artistiche.
L’Assunzione al Cielo, in anima e corpo, di Maria è una verità condivisa dal popolo cristiano, sebbene il dogma sia stato proclamato solo il 1 novembre dell’Anno santo 1950 da Pio XII.
Il tema fondamentale sotteso nella tradizione è il carattere eccezionale della Vergine che non viene assoggettata alla morte, alla corruzione della carne e al giudizio particolare e universale, ma, al termine dei suoi anni, passa direttamente alla gloria celeste. Così che, nella liturgia orientale, la sua morte è intesa come “Dormizione”, un breve sonno dal quale Maria si risveglia direttamente nel paradiso, ivi assunta per volere della Trinità.
Mentre la festa odierna nelle Chiese Orientali è denominata Dormizione della Madre di Dio, l’Occidente privilegia il titolo di Assunzione al Cielo della Beata Vergine Maria.
A Roma la celebrazione venne introdotta nel VII secolo da papa Sergio I, il quale istituisce una processione che si snodava da Sant’Adriano al Foro fino a santa Maria Maggiore.
Questa processione, soppressa nel XVI secolo da Papa Pio V, viene ben presto caratterizzata da una fiaccolata notturna con cui il popolo accompagnava l’icona del Cristo, conservata al Laterano, dapprima verso il Foro, poi, di là, fino a Santa Maria Maggiore, dove veniva accolta dall’icona di Maria Salus Populi Romani.
L’Assunzione è, in assoluto, la festa che vanta più patronati. Innumerevoli sono le città e le nazioni che l’hanno eletta come patrona.
E’ invocata come protettrice dalle partorienti, dai tintori e dagli aviatori della Francia.
L’unica insidia di cui la Chiesa può e deve aver timore è il peccato dei suoi membri. Mentre infatti Maria è Immacolata, libera da ogni macchia di peccato, la Chiesa è santa, ma al tempo stesso segnata dai nostri peccati. Per questo il Popolo di Dio, peregrinante nel tempo, si rivolge alla sua Madre celeste e domanda il suo aiuto; lo domanda perché Ella accompagni il cammino di fede, perché incoraggi l’impegno di vita cristiana e perché dia sostegno alla speranza. (Benedetto XVI, 8 dicembre 2011)