Oggi si festeggiano insieme un papa e un antipapa: Ponziano e Ippolito.
Ponziano, dell’antica e nobile famiglia dei Calpurni, è eletto papa nel 230 e consacrato il 21 luglio di quell'anno.
Ippolito è un sacerdote romano che conosce la filosofia greca classica, teologo e predicatore stimato, nonostante la sua intransigenza nel difendere le antiche tradizioni ecclesiastiche.
Questo sacerdote colto e austero avvertiva il rischio di eresia in ogni tentativo di innovazione, così da accettare di essere nominato primo antipapa della storia della Chiesa.
Governa l'impero Alessandro Severo e la chiesa gode di un periodo di pace. All’interno non mancano discordie, perché l'antipapa Ippolito col piccolo gruppo rigorista continua ad opporsi alle scelte pastorali che la chiesa di Roma porta avanti dal tempo di Callisto, concedendo il perdono ai lapsi, i cristiani che in tempo di persecuzione non avevano avuto il coraggio di professare la fede, e consentendo il matrimonio tra liberi e schiavi.
Ponziano per cinque anni governa la comunità secondo lo spirito del vangelo, fin quando l'imperatore Massimino il Trace riaccende con accanimento la persecuzione contro i cristiani, e nel 235 lo condanna ai lavori forzati nelle miniere in Sardegna. Il santo pontefice rinunzia al papato affinchè la comunità possa avere una guida.
Viene così deportato nell'isola insieme con il prete Ippolito che si riconcilia con il legittimo pastore. I due, dopo un breve periodo, muoiono di fatiche e di stenti.
I loro corpi sono sepolti con onore. In seguito papa Fabiano riesce a farli identificare e riportare a Roma le loro reliquie per dar loro sepoltura - Ippolito lungo la via Tiburtina e Ponziano nelle catacombe di San Callisto - fregiandoli col titolo di martiri.
Ippolito è patrono degli operatori carcerari, dei cavalli, e viene invocato contro la debolezza.
“Chi fu un buon scolaro, sarà anche buon maestro". (Anonimo)