Il suo nome era Giulio Cesare della nobile famiglia ormai decaduta dei Russo. Nasce a Brindisi il 22 luglio 1559. Rimasto orfano a quattordici anni, viene adottato da uno zio, che abita a Venezia.
Qui conosce i cappuccini, e a 17 anni Giulio Cesare Russo diventa fra’ Lorenzo da Brindisi. E’ di una intelligenza straordinaria e ha una sete insaziabile di conoscere sia le scienze umane sia quelle religiose.
Studia all’Università dove, per la sua grande facilità nell’apprendere le lingue, impara una mezza dozzina di lingue.
Per poter leggere nella lingua originale l'Antico e il Nuovo Testamento, impara alla perfezione l'ebraico e il greco. Diviene talmente esperto nella lingua e nelle tradizioni ebraiche che desta la meraviglia dei rabbini, fino ad essere da loro invitato a dialogare nelle sinagoghe.
Nel 1601 partecipa, come capo dei cappellani, alla battaglia dell’esercito cristiano contro quello turco, in Ungheria. Molti soldati imperiali credono che sia un essere soprannaturale, vedendolo passare disarmato e illeso tra frecce, pallottole e scimitarre, per soccorrere feriti e confortare morenti.
Scelto dal papa come “predicatore pontificio” per gli ebrei di Roma, questi trovano in lui non tanto uno zelante “convertitore” quanto un sincero protettore.
Il papa gli affida varie missioni diplomatiche presso re e principi cattolici d'Europa, e notevole fu il suo influsso sulla politica nell'Europa del tempo. Ricopre diverse cariche nel suo Ordine fino a divenire Generale: dai confratelli è chiamato “la consolazione dei frati”.
Nel 1619 conduce con successo le trattative con Filippo III di Spagna a favore dei napoletani, e appunto nel corso di questa missione, a Lisbona
lo coglie la morte. Canonizzato nel 1881, ebbe il titolo di dottore della Chiesa nel 1959 da papa Giovanni XXIII.
E’ il patrono dei frati cappuccini.
Non possiamo limitarci a sperare: dobbiamo organizzare la speranza (Tonino Bello)