Elia è un profeta del popolo ebraico vissuto nel IX secolo a.C.
Svolge gran parte della sua missione sotto il regno di Acab (873-854), docile strumento nelle mani dell’intrigante moglie Jezabel, di origine fenicia, che aveva imposto al popolo il culto del dio Baal.
Dio, per arginare l’idolatria dilagante, invia il profeta Elia al re Achab per annunciargli, come castigo, tre anni di siccità.
Abbattutosi il flagello sulla Palestina, cerca riparo presso il torrente Carith dove è nutrito dai corvi. Quando anche questo si prosciuga, riceve ospitalità nella casa della vedova di Zarepta. Qui risuscita il figlio della vedova, cui prodigiosamente moltiplicò farina e olio.
Dopo tre anni di carestia si ripresenta al re e ottiene una sfida sul monte Carmelo con i 450 sacerdoti di Baal. Il profeta invoca il fuoco dal cielo sopra gli altari. Quando sul solo altare innalzato da Elia si accende prodigiosamente la fiamma, e l’acqua scende a porre fine alla siccità, il popolo esultante assale i sacerdoti idolatri. Per evitare la vendetta della regina fugge verso il Monte Horeb.
Qui il profeta cede allo sconforto, ma un angelo provvede a portargli una focaccia e una brocca d’acqua in modo da poter procedere fino al monte Horeb, dove avviene il misterioso incontro con Dio.
Elia non morì, ma – come racconta il “Libro dei Re” - venne portato in cielo da un carro di fuoco condotto da cavalli di fuoco.
Gli ebrei aspettavano il suo ritorno per i tempi messianici. Alcuni di loro credevano che Giovanni Battista fosse lo stesso Elia redivivo. In effetti apparve, ma sul Tabor, con Mosè, durante la Trasfigurazione di Gesù.
Elia comanda al tuono e alla pioggia. E’ venerato anche dai musulmani che, con ebrei e cristiani, salgono nel suo giorno al monte Carmelo.
Patrono dei cocchieri e dell’Aeronautica civile e militare, è invocato per far fuggire i corvi.
La speranza non è un sogno ma il modo per realizzare i sogni (Leo Joseph Suenens)