Bonaventura nasce a Civita di Bagnoregio, presso Viterbo, nel 1218. Figlio di un medico, Giovanni studia all'ombra del convento francescano della città e poi continua gli studi a Parigi, diventando ben presto maestro nelle Arti.
Entra in noviziato e, preso l'abito dei minori, inizia gli studi teologici, e nel 1253 diviene maestro di Teologia. Con la sua vita, la parola e l'esempio riesce a dimostrare che il carisma di Francesco non solo non veniva spento dagli studi, ma poteva illuminare tutti, analfabeti e dottori. C’era, infatti, tra i frati chi sosteneva che avere centri di studio, scuole, bilioteche, era in contraddizione con la povertà.
Nel capitolo tenutosi a Roma nel 1257 è eletto, all'unanimità, Superiore generale dell'Ordine. Ha appena 40 anni.
Fa rifiorire ovunque la vita spirituale, organizza gli studi in maniera che non siano d’intralcio ma favoriscano la disciplina religiosa, e soprattutto profonde la sua dote, riuscendo a seminare armonia ovunque.
Incaricato di scrivere la vita autentica di Francesco, Bonaventura visita i luoghi dove il Poverello era vissuto, interroga testimoni, soprattutto i primi compagni ancora in vita, raccoglie documenti e scrive la Leggenda del beato Francesco, la Leggenda minore e la Leggenda maggiore..
Gregorio X lo sceglie come collaboratore per preparare il concilio di Lione e nel 1273 lo nomina vescovo di Albano e cardinale, obbligandolo ad accettare la nomina.
Nel maggio del 1274 inizia a Lione il concilio. Bonaventura svolge un ruolo determinante nella riunificazione con la chiesa d'Oriente, e tiene l'omelia nella Messa che si conclude con la firma dell'unione.
E’ il suo ultimo discorso; una febbre improvvisa stronca la sua vita dopo pochi giorni.
Per la sua dottrina Sisto V nel 1588 lo proclama “dottore serafico”, accanto a Tommaso, il “dottore angelico”.
E’ patrono di Bagnoregio e dei teologi.
I santi sono tutti lavoratori: diedero il primo posto al lavoro interiore, questo sbocciò nell’operosità esterna, meravigliosa, umanitaria, fruttuosa (Beato Giacomo Alberione)