8 Luglio - Aquila e Priscilla

Aquila e Priscilla erano due coniugi giudeo-cristiani, molto cari all’apostolo Paolo per la loro fervente e molteplice collaborazione alla causa del Vangelo.
Aquila è un ebreo originario del Ponto trasferitosi a Roma, insieme con la moglie Prisca (o Priscilla); qui svolge la sua attività in un’azienda che fabbrica tende e lavora il cuoio.

Per un editto di Claudio, vengono espulsi da Roma con gli altri ebrei, per i loro “continui tumulti”, come informa lo storico Svetonio. I “tumulti” sono generati dal contrasto tra gli ebrei che vedono in Gesù di Nazareth il Messia, come Aquila e Priscilla, e quelli che invece lo respingono.

Espulsi da Roma, vanno a Corinto, dove impiantano di nuovo l’attività. 
“Paolo si recò da loro”, dicono gli Atti degli Apostoli; poiché praticavano il medesimo mestiere, si stabilì nella loro casa per lavorare e guadagnarsi il necessario per vivere.

Per Aquila e Priscilla, lavoro manuale e annuncio del Vangelo, prima agli ebrei di Corinto, poi anche ai pagani. E quando Paolo decide di andare a Gerusalemme, i due coniugi viaggiano in nave con lui fino a Efeso, capitale della provincia romana d’Asia, e qui aprono un’altra azienda.

Imprenditori sempre, e tra i migliori; presto sono proprietari di una grande casa, capace di ospitare la comunità cristiana del luogo.

Come sorvegliano il lavoro e i conti, così sono attenti e aggiornati culturalmente, pronti addirittura a correggere qualche predicatore, come quell’Apollo che a Efeso “essi presero con sé e gli spiegarono con maggior chiarezza le cose di Dio”.

A nessuno dei due fa poi difetto il coraggio nei momenti duri, come attesta Paolo nella Lettera ai Romani: “Per salvarmi la vita essi hanno rischiato la testa; ad essi non io soltanto sono grato, ma tutte le chiese dei Gentili”.

Non sono state tramandate le date della loro morte. In Roma, non appena regna la pace costantiniana, viene innalzata una chiesa in loro onore.

Pensiero del giorno

Nei pericoli, nelle angustie, nei dubbi, pensa a Maria, invoca Maria. Se­guendo Lei, non devierai; invocandola, non ti disperderai; pensando a Lei, non peccherai; tenendoti stretto a Lei, non cadrai. (S. Bernardo di Chiaravalle)