Oggi la chiesa commemora nello stesso giorno gli apostoli Pietro e Paolo, che vengono definiti dalla Chiesa universale “corifei” (principi) degli Apostoli.
Pietro è l’uomo al quale Gesù ha affidato la sua chiesa conferendogli il compito di capo degli apostoli.
Il suo nome era Simone bar Jona, cioè figlio di Giona. Nato a Betsaida della Galilea, sulle rive del lago di Tiberiade, era sposato e abitava a Cafarnao. Pietro e il fratello Andrea erano, con Giacomo e Giovanni, pescatori e commercianti. Gesù lo chiama Cefa, che vuol dire “roccia” tradotto poi in latino “Petra”, e quindi Pietro.
Quando più tardi il Maestro, dopo una notte in preghiera, sceglie e costituisce il gruppo dei dodici apostoli, egli è il primo e tale rimane in tutte le testimonianze del Nuovo Testamento.
Egli sa corrispondere all'amore particolare di Gesù con una fede sincera.
Pentito dopo il tradimento di Gesù, viene confortato dalla risurrezione.
Il Risorto, secondo il vangelo giovanneo, vuole confermare davanti agli altri apostoli la missione affidatagli e, alla triplice protesta d'amore, ripete per tre volte: “Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle” (cfr. Gv 21).
Spontaneo, impulsivo e generoso, dopo la risurrezione di Cristo vive a Gerusalemme e svolge la sua attività apostolica in Palestina. Dopo il concilio di Gerusalemme inizia i suoi viaggi missionari che lo portano in Siria, forse in Asia Minore e in Grecia.
Intorno all’anno 60 Pietro è a Roma. Nella capitale dell’Impero, destinata a diventare il centro ideale della cristianità e di cui fu il primo vescovo, conferma con il martirio la sua missione di capo visibile della Chiesa.
Muore sotto Nerone insieme a san Paolo, ma viene crocifisso (a testa in giù) perché ebreo. Paolo invece, cittadino romano, viene decapitato.
La Basilica di San Pietro, cuore della cristianità, ricorda ancora oggi la vita e le opere del principe degli apostoli.
Pietro è patrono dei Papi, di Roma e di molte diocesi del mondo.
Gli amici sono le corde di una cetra, che, se tutte intonate tra di loro,
producono al tocco una musica piacevolissima (San Giovanni Crisostono)