25 Giugno - Guglielmo da Vercelli

Ben trentasette santi portano questo nome. Guglielmo che oggi ricordiamo è un piemontese di Vercelli.

Nato da nobile famiglia verso il 1085, dopo aver vestito giovanissimo l’abito monastico, vuole recarsi pellegrino nei più celebri santuari della cristianità.

Comincia da Santiago di Compostella; rientrato in Italia una serie di ostacoli gli impediscono di imbarcarsi per Gerusalemme, spingendolo sempre verso l’Irpinia.

Giunto sulla sommità del monte Partenio, che in greco vuol dire vergine, e poi denominato Montevergine, capisce che quello è il luogo scelto per lui dal Signore. Su quell’alta montagna, vicino alle rovine di un tempio dedicato alla dea Cibele, si fa costruire una cella, rimanendovi per un anno a pregare e meditare.

Accanto alla cella di Guglielmo ben presto ne sorgono delle altre, alle quali nel 1124 si aggiunge una chiesa dedicata alla Vergine, solennemente consacrata dal vescovo Giovanni di Avellino.

La chiesa attira fedeli sempre più numerosi, tanto che, dopo aver nominato un sostituto a guida della comunità di monaci, i benedettini di Montevergine, va in cerca di nuova solitudine.

Per un anno dorme nel cavo di un enorme tronco d’albero, poi con dei compagni fonda altri monasteri, tra cui particolarmente importante quello del Goleto, diviso in due settori, per una comunità maschile e una femminile, ciascuna con una propria chiesa.

Attorno a Guglielmo sorge un movimento di spiritualità benedettina in cui preghiera e penitenza hanno un particolare rilievo.

E al Goleto muore il 24 giugno 1142. La sua tomba è ben presto meta di pellegrinaggi, e vi si compiono spesso miracolose guarigioni.

Il culto per il santo monaco si accresce nei secoli al punto che nel 1807 le sue spoglie sono traslate a Montevergine, e una grande statua in suo onore è collocata nella Basilica di San Pietro in Vaticano. 

Pensiero del giorno

Non appoggiarti all'uomo: deve morire.
Non appoggiarti all'albero: deve seccare.
Non appoggiarti al muro: deve crollare.
Appoggiati a Dio, a Dio soltanto. Lui rimane sempre.  
(San Francesco d’Assisi a Santa Chiara)