10 Giugno - Giovanni Dominici, bea

Giovanni Dominici è stato maestro di sant’Antonino di Firenze e del Beato Angelico, che lo ha ritratto nella Crocifissione della sala capitolare di San Marco di Firenze. Sant’Antonino così lo ricorda: “Grande di statura, simpatico di aspetto, affabile con i poveri e con gli sconosciuti, trattabile con i popolani, degno di riverenza con i magnati, grande per consiglio su ogni materia, lieto nel volto, semplice e retto. Fu il primo suscitatore dell’Osservanza regolare in Italia”.

Nasce a Firenze nel 1356 da Paola Zorzi, una nobile veneziana, rimasta vedova a vent’anni, poco prima della sua nascita.

A 17 anni entra nel convento domenicano di Santa Maria Novella, nonostante la balbuzie, dalla quale venne guarito nel 1381 per intercessione di santa Caterina.

Dopo aver studiato a Pisa e Parigi, diviene stretto collaboratore del Beato Raimondo da Capua, che lo invia a Venezia con il preciso incarico di rimuovere alcuni frati e preparare il terreno per la riforma. Qui opera un rinnovamento interno al monastero benedettino in decadenza del Corpus Christi, che passò all’Ordine Domenicano, e nel 1394 inaugura il nuovo monastero con ventisette monache, tra le quali pare ci fosse anche sua madre.

In seguito a contrasti con la Serenissima, rientra in Toscana, e a Fiesole fonda il convento in cui ha come discepolo sant’Antonino.

E’ protagonista di una celebre disputa con l’umanista Coluccio Salutati sulla questione dello studio degli autori pagani, che Giovanni, attento e stimolante pedagogo, apprezza, ma di cui indica i rischi in diverse opere edite. E’ un predicatore molto apprezzato con la “voce sonora, adatta non solo a insegnare e a dilettare ma anche a piegare e ad ammorbidire i cuori induriti”.
Giovanni è ambasciatore della signoria fiorentina, viene nominato arcivescovo di Ragusa e poi cardinale, e spesso è anche delegato papale. Papa Gregorio XII lo incarica di rappresentarlo al concilio di Costanza.
Muore il 10 giugno 1419 a Budapest, dove Martino V lo aveva inviato per cercare una via di riconciliazione con gli Hussiti.

Pensiero del giorno

"In ogni attività la passione toglie gran parte della difficoltà" (Erasmo da Rotterdam 1466–1536)