Nato nell’anno della Rivoluzione francese, il 12 aprile 1789, a Cerreto, presso Chiavari, Antonio Maria Gianelli è, a modo suo, un rivoluzionario.
Fra le sue molteplici attività, c’è una associazione dal nome inconsueto per un parroco, la “società economica”, che aveva finalità evangeliche.
Si propone, infatti, l’educazione e l’assistenza morale delle giovani, affidate alle cure delle “signore della Carità”, nome altrettanto inconsueto mutato nel 1829 in quello ben noto di Figlie di Maria.
La Congregazione ha avuto un rapido sviluppo nell’America Latina dove don Antonio durante le sue visite veniva chiamato dalla gente “il santo delle suore”.
Parroco di Chiavari dal 1826 al 1838, non si è chiuso nei confini della sua pur vasta parrocchia. Un anno dopo la nomina ha già posto le basi per la fondazione di una congregazione maschile, posta sotto il patrocinio di sant’Alfonso de’ Liguori, in cui raccoglie giovani sacerdoti per le missioni popolari e per il sostegno di parrocchie particolarmente disagiate. I missionari assumeranno il nome di Oblati di sant’Alfonso.
Antonio Maria, eletto vescovo di Bobbio nel 1837, attua nella diocesi le riforme già promosse come parroco di Chiavari, dove aveva istituito un suo seminario riproponendo agli studenti di filosofia e di teologia la “Summa” di san Tommaso d’Aquino in un momento di particolare avanzamento del positivismo ateo e del razionalismo.
Pastore vigile ma caritatevole e comprensivo, tomista convinto ma non chiuso alle nuove correnti di pensiero e al rinnovamento della filosofia scolastica.
Monsignor Gianelli muore a cinquantasette anni dopo una vita relativamente breve ma intensa, dedicata con cuore e mente di missionario alle opere benefiche in campo religioso e sociale. E’ stato canonizzato da Pio XII il 21 ottobre 1951.
Come le stelle irradiano la luce all’intorno così gli amici:
dove giungono portano gioia e bene (San Giovanni Crisostono)