29 Maggio - Massimo di Verona

Massimino è considerato uno degli uomini illustri del suo tempo.
E’ vescovo di Treviri nelle Gallie nel IV secolo, e ritenuto uno dei più coraggiosi e determinati avversari dell’arianesimo.

Secondo la tradizione, durante il viaggio verso Roma sarebbe stato aggredito da un orso che gli divorò l’asino, in groppa al quale aveva caricato i bagagli.

Il vescovo assiste impavido a quella abbuffata, poi avrebbe costretto l’orso a lasciarsi mettere il basto per caricare il pesante fardello.

L’orso con il quale ha dovuto combattere il vescovo di Treviri, metaforicamente parlando, era l’imperatore romano d’Oriente, l’ariano  Costante, che aveva esiliato i due grandi campioni dell’ortodossia Atanasio di Alessandria e Paolo di Costantinopoli.

In tale circostanza si mostra coraggioso non solo offrendo ospitalità e sostegno ai due esuli, ma adoperandosi con successo presso lo stesso imperatore, che alla fine cede e permette che i due vescovi tornino alle loro rispettive diocesi.

Questa e altri racconti si leggono in una “Vita di san Massimino”, scritta nel secolo VIII da un monaco anonimo del monastero di Treviri.

Nato a Silly presso Poitiers in Aquitania, Massimino è il fratello di san Massenzio, vescovo di Poitiers.

Nominato vescovo a sua volta, occupa la sede che era stata del suo maestro, sant’Agrizio. Massimino muore lontano dalla propria sede, probabilmente durante un soggiorno nella terra natale.

Il successore, Paolino, fa trasferire la salma dall’aquitania alla basilica di San Giovanni a Treviri, che più tardi prenderà il nome di San Massimino.

E’ invocato contro lo spergiuro.

Pensiero del giorno

Nella mitezza abita Dio: rendi mite il tuo cuore poiché nella bufera, in terremoti o fuoco non puoi trovare Dio (Silesio)