Nel secolo VI il re del Kent, Etelberto, sposa la figlia del re di Parigi, Berta, che come dono chiede al regale consorte una chiesa e sacerdoti cattolici per celebrarvi i divini uffici.
La richiesta giunge a Roma al papa Gregorio Magno, che è ben felice di esaudire il desiderio e affida la missione ad Agostino, priore del Monastero di Sant’Andrea sul Celio, che parte con quaranta monaci.
Fa tappa al Monastero di Lèrins, dove apprende notizie poco rassicuranti sul conto dei Sassoni. E poiché il coraggio non è la prima delle sue virtù, torna sui propri passi e chiede al papa di mutargli destinazione, fra genti meno bellicose.
Il papa si limita a un paterno incoraggiamento e gli conferma la destinazione con ulteriori istruzioni: anzitutto sarebbe giunto nell’isola non come semplice monaco ma come vescovo. Ad Arles, infatti, avviene la sua ordinazione episcopale.
Finalmente Agostino e compagni attraversano il Canale e sulle bianche scogliere di Dover trovano ad attenderli il re in persona. Li conduce processionalmente nella loro sede a Canterbury, destinata a diventare la capitale religiosa dell’Inghilterra con la grande abbazia, che prenderà il nome da Agostino.
Il lavoro missionario di Agostino e i suoi compagni ha grande successo. Re e sudditi chiedono il battesimo e il papa invia in premio ad Agostino il pallio di arcivescovo primate d’Inghilterra, con una significativa esortazione.
Agostino muore nel 604. Il Venerabile Beda ricorda quanto scritto sulla sua tomba: “Qui riposa il beato Agostino, primo arcivescovo di Doruvernis (Canterbury), che, inviato dal papa Gregorio, vescovo di Roma, e sostenuto da Dio nell'operare miracoli, condusse il re Etelberto e la sua gente dal culto degli idoli alla fede di Cristo”.
In Inghilterra il cristianesimo si era affermato fin dai tempi apostolici, quando l’isola era una provincia dell’Impero romano. Secondo la tradizione il primo missionario sarebbe stato Giuseppe D’Arimatea, il pietoso seppellitore di Gesù. Ma quando avvenne la caduta dell’Impero romano, le legioni abbandonarono l’isola, e il paese fu invaso dagli Anglosassoni, provenienti dalla Germania; la fede cristiana potè sopravvivere soltanto nelle regioni della Scozia e del Galles.
Agostino pur non essendo il primo evangelizzatore della Gran Bretagna, è artefice di un nuovo splendore, per questo è considerato dagli inglesi apostolo della loro terra.Maria visse in pieno la realtà quotidiana di tante famiglie del suo tempo, conobbe la povertà, il dolore, la fuga, l’esilio, l’incomprensione. La sua grandezza spirituale non ce la rende “lontana”: ella ha percorso la nostra strada. (Giovanni Paolo II, Omelia 24 settembre 2000)