“Dopo che per divina disposizione la madre chiesa ha posto me, indegno assai e, Dio mi è testimone, contro mia volontà, nella sede apostolica, ho cercato sempre e soprattutto che la santa chiesa, sposa di Dio, ritornando all’antico decoro, rimanesse libera, casta e cattolica”.
In queste parole c'è tutto il cuore di Ildebrando e il suo programma di riforma della chiesa.
Ildebrando nasce a Sovana vicino a Grosseto intorno al 1020 ed è un monaco dei benedettini di Santa Maria sull'Aventino.
Quando nel maggio del 1045 è eletto papa Giovanni Graziano, arciprete di San Giovanni a Porta Latina, col nome di Gregorio VI, chiamato a collaborare con lui.
Diviene così consigliere, braccio destro di diversi Papi ed ispiratore della riforma ecclesiastica contro l’uso delle investiture da parte dell’imperatore.
Eletto papa con il nome di Gregorio VII, in onore di san Gregorio Magno, anch'egli benedettino, ingaggia un braccio di ferro con Enrico IV, che scomunica e poi perdona nell’incontro di Canossa, ricordata dalla storia come lotta per le investiture.
La riforma gregoriana trova nemici dappertutto: i patrizi romani che non possono più utilizzare il papato per i loro interessi; i vescovi-principi e il clero coniugato che non vogliono rinunziare ai loro benefici; la corte imperiale perché vede minata la propria supremazia nel governo della cristianità.
Gregorio VII insiste sul fatto che tutti i membri della chiesa, e non soltanto i chierici e i monaci, devono essere uomini spirituali.
Tutto il suo insegnamento è incentrato sulla realtà di Cristo, vero Dio e vero uomo: egli può tutto, ma si è fatto debole e povero per dare a tutti un incoraggiamento, un esempio e il dono dell’umiltà.
Gregorio, praticamente prigioniero di Roberto il Guiscardo, muore a Salerno il 25 maggio 1085, pronunziando queste parole rimaste famose: “Ho amato la giustizia e odiato l'iniquità, perciò muoio in esilio”.
Con Maria il nostro cuore diventa umile davanti a Dio, affabile con gli uomini, compassionevole verso i poveri, mite con i nemici (Don Edoardo Poppe)