24 Maggio - Vincenzo di Lerino

Tra i principali rifugi monastici del V secolo vi è l’isola di Lèrins davanti a Cannes. Fondato da san Onorato, futuro vescovo di Arles, il monastero di Lerino diventa un vivaio di vescovi, santi e scrittori, ma il nome più celebre uscito da questa “nutrice di santi” è san Vincenzo di Lerino.

Nasce all’inizio del V secolo da una nobile famiglia della Gallia.

Viene avviato come tanti giovani benestanti alla carriera militare, nel momento in cui dall’Est premono le travolgenti migrazioni di popoli barbari.

Roma ha conosciuto la prima umiliazione del saccheggio, e nella granitica solidità dell’impero compaiono le crepe del declino. Forse per questo, Vincenzo decide di abbandonare la vita militare per quella monastica.

La sua notorietà è legata ad un libretto sulla tradizione della Chiesa, dal titolo Commonitorio, uno scritto contro le eresie, o meglio un insieme di criteri sicuri per discernere il vero dal falso.

Nel 434, anno in cui vide la luce il prezioso libretto, fornisce ai teologi futuri il famoso canone dell’ortodossia, cioè il metro per giudicare la bontà di una affermazione teologica: “atteniamoci a ciò che è stato creduto ovunque, sempre e da tutti”.

Vincenzo auspica un progresso: “E’ necessario che crescano e che molto vigorosamente progrediscano la comprensione, la scienza e la sapienza da parte sia dei singoli che di tutti, sia di un solo uomo che di tutta la chiesa, via via che passano le età e i secoli”.

La tradizione cristiana è una tradizione viva, e lo stesso dogma si sviluppa secondo questa legge da lui formulata, e che il Concilio Vaticano I ha fatto propria.

Vincenzo di Lerino muore nella pace del suo monastero verso il 450.

Pensiero del giorno

Il segreto per conoscere se uno è un uomo di Dio, è quello di esaminare se ama l’Ave Maria e la Corona. Quando è lodata, amata, onorata o riceve qualche cosa Maria, Dio è lodato, Dio è amato, Dio è onorato, Dio riceve per le mani di Maria e in Maria (San Luigi Maria Grignion di Montfort)