19 Maggio - Celestino V

Pietro d’Angelerio nasce a Isernia nel 1215. Era l’undicesimo figlio di una famiglia di umili contadini. Studia dai Benedettini di Faifoli, in provincia di Benevento, e poi a Roma, dove è ordinato sacerdote nel 1239. Ben presto riceve l’autorizzazione alla vita eremitica, che intraprende sul Monte Morrone, vicino a Sulmona.

La sua fama di santità richiama altri solitari, che Pietro organizza in comunità col nome di “Eremiti di San Damiano” (detti poi Celestini, esistenti fino al 1807).
Nel 1273 va al Concilio di Lione e lì, trattando personalmente con papa Gregorio X, ottiene il riconoscimento della sua comunità.

Morto papa Nicolò IV nell’aprile 1292, i dodici cardinali superstiti riuniti a Perugia discutono per due anni senza accordarsi sulla successione, finché ricevono una lettera di durissimi rimproveri, con l’invito a dare subito alla Chiesa un capo degno. A scriverla è stato Pietro da Morrone. E così il 5 luglio 1294 i Cardinali eleggono proprio lui, che assume il nome di Celestino V.

Dietro l’iniziativa della lettera, però, c’è Carlo II d’Angiò, re di Napoli, che vuole contare su un Papa accomodante per sottrarre la Sicilia agli Aragonesi.
Infatti, eccolo gestire Celestino V a modo suo: il settantanovenne Pontefice accetta d’essere incoronato a L’Aquila (territorio di Carlo II), di nominare 12 cardinali in gran parte francesi, e di risiedere a Napoli invece che a Roma.

Quest’uomo semplice si rende ben presto conto di essere stato ingannato e strumentalizzato. Riflette, interroga... e decide, respingendo suppliche e intimazioni finchè il 13 dicembre rinuncia al pontificato.
Celestino torna ad essere Pietro da Morrone con il vecchio saio al posto del gran manto. La sua rinuncia alla carica viene interpretata come viltà (Dante Alighieri per questo lo colloca nel III canto dell’Inferno) tanto da passare alla storia come il Papa del “gran rifiuto”.

Il successore Bonifacio VIII, temendo possibili azioni da parte dei sostenitori, fa imprigionare Celestino che il 19 maggio 1296 muore nella Rocca di Fumone, vicino a Frosinone. Diciassette anni dopo è proclamato santo da Clemente VI; riposa nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio, a L’Aquila, dove era stato incoronato.

Pensiero del giorno

"Maria Santissima è l'acquedotto con cui fluiscono nella Chiesa e nell'anima fedele i doni della grazia"  (Ricardo di S. Lorenzo)